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Solidarietà in Australia: 50° anniversario dell'invasione del Sahara occidentale e appello all'autodeterminazione



Sydney (Australia), 10 novembre 2025 — Per commemorare il 50° anniversario dell'invasione del Sahara Occidentale da parte del Marocco nel 1975, l'Associazione Australiana per il Sahara Occidentale e Green Left hanno unito le forze sabato 8 novembre 2025 a Sydney per ospitare un evento significativo. Sotto il titolo "FORUM, FOOD & FILM: The campaign to free Western Sahara", la serata ha offerto una proiezione cinematografica e un forum pubblico per riaffermare con forza il sostegno incondizionato al diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi. L'iniziativa, tenutasi presso 22 Mountain St, Ultimo (Sydney) a partire dalle ore 17:00, ha ricevuto il sostegno aggiuntivo di gruppi chiave, tra cui Jews Against the Occupation '48 e Families for Palestine.

Il Sahara Occidentale nel contesto della decolonizzazione globale:

L'apertura della serata è stata affidata a Rachel Evans dell'Alleanza Socialista, che ha inquadrato la causa saharawi nel più ampio processo storico di decolonizzazione. Sottolineando l'importanza di commemorare questo "tragico anniversario", la Evans ha definito il Sahara Occidentale come "l'ultima colonia africana". Ha inoltre evidenziato la crescente marea di solidarietà globale, ribadendo il fermo sostegno della sua organizzazione alla lotta per la libertà del popolo saharawi.

L'inalienabile diritto all'autodeterminazione e la legalità internazionale:

Mohamed Fadel Kamal, rappresentante del Fronte Polisario in Australia e uno dei relatori in evidenza della serata, ha aggiornato i partecipanti sulla recente decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di prorogare il mandato della MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale).

Il rappresentante del Polisario ha espresso una ferma condanna per i tentativi di eludere la Carta delle Nazioni Unite e il sacro principio di autodeterminazione. Ha categoricamente affermato che nessuna soluzione duratura è concepibile senza l'esercizio da parte del popolo saharawi del suo inalienabile diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza. A suo avviso, la decolonizzazione rimane l'unica via obbligata per una risoluzione legittima del conflitto.

Kamal ha lanciato un monito: tollerare la continua occupazione da parte del Marocco stabilirebbe un un "pericoloso precedente" per altri casi di decolonizzazione e minerebbe l'intero ordine internazionale post-bellico. Ha concluso ribadendo la ferma determinazione del popolo saharawi a rivendicare la propria patria e ha lanciato un appello per una maggiore solidarietà internazionale a sostegno di una causa che difende non solo i diritti dei saharawi, ma anche i principi fondanti e la legalità delle Nazioni Unite.

Riapparizione di pratiche coloniali e "greenwashing" dell'occupazione:

Il dibattito si è poi concentrato sulle dinamiche contemporanee dell'occupazione. La Dott.ssa Randi Irwin dell'Università di Newcastle, un'altra relatrice di spicco dell'evento, ha messo in luce la riapparizione delle pratiche coloniali sotto nuove spoglie, denunciando i tentativi di sopprimere le identità e i diritti dei popoli.

Un punto focale del suo intervento è stato il saccheggio delle risorse del Sahara Occidentale, in particolare attraverso progetti di energia rinnovabile. La Dott.ssa Irwin ha criticato questi sforzi descrivendoli come tentativi di "greenwashing" dell'occupazione, volti a consolidare lo status quo a danno del popolo saharawi.

Proiezioni cinematografiche e prospettive future:

L'evento è stato arricchito dalla proiezione di due cortometraggi: The Worst Police State I Have Ever Seen, che ha fornito una panoramica essenziale sul conflitto, e Unsubmissive, che ha offerto uno sguardo toccante sulla difficile situazione delle donne saharawi nei territori occupati sotto il dominio marocchino.

La serata si è conclusa con un ampio e costruttivo dibattito sulle modalità pratiche per rafforzare gli sforzi di advocacy in tutta l'Australia. Gli organizzatori hanno concluso rinnovando il loro appello risoluto per l'organizzazione di un referendum libero ed equo sotto la supervisione delle Nazioni Unite e per l'immediata cessazione dell'occupazione marocchina.

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