Sahara occidentale, 4 novembre 2025 – Il Collettivo dei Difensori dei Diritti Umani Saharawi nel Sahara Occidentale (CODESA), un'Organizzazione Non Governativa (ONG) che opera nei territori occupati, ha espresso profonda preoccupazione in seguito all'adozione della Risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che estende il mandato della MINURSO.
L'Ufficio Esecutivo del CODESA ha rilasciato una dichiarazione critica, sottolineando l'assenza di un meccanismo internazionale indipendente per la protezione e il monitoraggio dei diritti umani nel Sahara Occidentale. Tale carenza è ritenuta una "grave mancanza che minaccia il successo di qualsiasi processo politico o negoziato per risolvere il conflitto".
Assenza di Diritti Umani e Critiche al Contenuto:
Secondo il CODESA, la Risoluzione 2797 non include alcun riferimento esplicito alla situazione dei diritti umani nel territorio e manca di richiedere l'istituzione di chiare misure di rafforzamento della fiducia (confidence-building measures), considerate un requisito indispensabile per una soluzione politica giusta e duratura.
L'ONG ribadisce che "la tutela dei diritti umani è parte integrante del processo di autodeterminazione" e sottolinea l'importanza cruciale di un meccanismo indipendente delle Nazioni Unite per:
- Monitorare la situazione dei diritti umani nel territorio.
- Garantire il rispetto delle libertà fondamentali del popolo saharawi.
Inoltre, la dichiarazione contesta il contenuto della risoluzione stessa, affermando che essa "contiene elementi che contraddicono i principi delle Nazioni Unite e le norme di decolonizzazione, favorendo un'opzione e ignorando le proposte del Fronte Polisario". Il CODESA osserva che la maggior parte dei paesi che hanno votato a favore è stata motivata principalmente dal desiderio di estendere il mandato della MINURSO, piuttosto che dal contenuto controverso della risoluzione.
Appello per l'Autodeterminazione e la Credibilità dell'ONU:
Il CODESA ha lanciato un appello per il pieno rispetto del diritto inalienabile del popolo saharawi di decidere liberamente ed equamente il proprio futuro. L'organizzazione avverte che "qualsiasi tentativo di pregiudicare l'esito del processo di autodeterminazione costituisce una deviazione senza precedenti nella storia delle Nazioni Unite e viola gravemente il diritto intrinseco del popolo saharawi di scegliere liberamente il proprio futuro politico".
Punti chiave della posizione CODESA:
- Diritto all'Autodeterminazione: Va pienamente rispettato, in linea con il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite.
- Contraddizione nel Testo: La risoluzione crea una potenziale distorsione legale elevando contemporaneamente la "proposta di autonomia" del Marocco e rinnovando una missione per l'autodeterminazione, mettendo a rischio il principio fondante della decolonizzazione.
- Credibilità dell'ONU: La gestione della questione saharawi è considerata un test cruciale per la capacità dell'ONU di rispettare il diritto internazionale.
In conclusione, l'ONG ha evidenziato "il ruolo cruciale dell’Unione Africana e dei paesi vicini nel sostenere una soluzione giusta e duratura al conflitto", chiedendo un "coordinamento efficace tra le Nazioni Unite e l’Unione Africana per garantire un processo globale che rispetti i principi del diritto internazionale". Il CODESA ribadisce il suo sostegno a qualsiasi mezzo pacifico che garantisca il rispetto della volontà del popolo saharawi e dei suoi legittimi diritti.
