Sahara occidentale, 19 novembre 2025 - Il Partito Popolare (PP) continua a chiedere al governo spagnolo il pieno rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite sul Sahara Occidentale. Allo stesso tempo, però, una società pubblica sotto la sua responsabilità nelle Isole Canarie sta organizzando una missione commerciale a Dakhla, città del Sahara Occidentale occupato, presentandola ufficialmente come parte del Marocco. Una contraddizione politica che solleva interrogativi sulla coerenza del partito.
La retorica del PP al Congresso: difesa del diritto internazionale e dei Saharawi
Negli ultimi mesi il PP ha intensificato la sua pressione al Congresso dei Deputati affinché il governo spagnolo rispetti il quadro giuridico internazionale relativo al Sahara Occidentale. Tra le richieste:
- adesione alle risoluzioni ONU che riconoscono lo status del Sahara come territorio non autonomo in processo di decolonizzazione;
- conformità alle sentenze della Corte di Giustizia dell’UE, che escludono l’applicazione degli accordi UE-Marocco al territorio saharawi;
- incremento degli aiuti umanitari ai campi profughi di Tindouf;
- riconoscimento della responsabilità storica della Spagna nei confronti del popolo saharawi.
Un discorso fermo, centrato sul rispetto della legalità internazionale e sulla tutela dei diritti umani.
PROEXCA promuove una missione commerciale a Dakhla presentata come “Marocco”:
Parallelamente, però, nelle Isole Canarie — dove il PP detiene la vicepresidenza — la società pubblica PROEXCA sta organizzando una missione commerciale dal 29 novembre al 2 dicembre 2025 a Dakhla, città del Sahara Occidentale sotto occupazione marocchina.
Sul sito ufficiale di PROEXCA l’iniziativa viene pubblicizzata come “Viaje de prospección comercial a Dajla (Marruecos)”, senza alcun riferimento allo status politico del territorio né al diritto all’autodeterminazione dei Saharawi.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto del porto marocchino “Dakhla Atlantique”, un’infrastruttura strategica che il Marocco sta sviluppando su un territorio riconosciuto dall’ONU come non autonomo e in attesa di decolonizzazione.
Una contraddizione politica evidente:
La situazione genera una dissonanza difficilmente giustificabile:
- A Madrid, il PP si presenta come difensore dell’ONU e del diritto internazionale.
- Alle Canarie, una società pubblica controllata dal partito promuove attività economiche in un territorio occupato, contribuendo di fatto alla sua normalizzazione come parte del Marocco.
Questa missione commerciale appare dunque come una forma implicita di sostegno agli interessi marocchini nel Sahara Occidentale, in contrasto con il discorso parlamentare del partito.
Implicazioni politiche e diplomatiche:
La partecipazione di PROEXCA a un progetto economico a Dakhla implica:
- ignorare il quadro giuridico internazionale che definisce lo status del Sahara Occidentale;
- indebolire la posizione politica sostenuta dal PP a livello nazionale;
- coinvolgere indirettamente le Isole Canarie — e quindi la Spagna — in un progetto marocchino sviluppato su territorio occupato;
- minare la credibilità della Spagna in un momento in cui la questione saharawi vive una forte attenzione internazionale.
La reazione del popolo saharawi: sconcerto e indignazione:
Per il popolo saharawi, così come per associazioni e movimenti solidali, questa incoerenza rappresenta un segnale preoccupante. Mentre il PP proclama l’importanza del diritto internazionale, consentire attività economiche nelle città occupate come Dakhla significa dare legittimità alla strategia marocchina di “normalizzazione” del territorio.
Un gesto che contraddice gli stessi principi invocati dal partito nei suoi interventi parlamentari.
Fonte: porunsaharalibre.org
