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Memorandum del Fronte POLISARIO all’ONU: Cosa dice davvero la Risoluzione 2797 (2025)



Autodeterminazione, sovranità e processo di pace: un’analisi approfondita del documento saharawi presentato a Consiglio di Sicurezza e Assemblea Generale.

Sahara occidentale, 19 novembre 2025 - Il 17 novembre 2025 il Fronte POLISARIO ha diffuso un memorandum indirizzato al Consiglio di Sicurezza e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, esponendo in modo dettagliato la propria lettura della Risoluzione 2797 (2025) sul Sahara Occidentale, adottata il 31 ottobre sotto la presidenza della Federazione Russa. Il documento, ricco di elementi politici e giuridici, chiarisce quali siano stati i reali sviluppi negoziali e cosa la risoluzione contenga — e soprattutto cosa non contenga — rispetto alle narrazioni diffuse da Rabat.

Un processo negoziale complesso: il ruolo degli Stati Uniti e le opposizioni interne al Consiglio di Sicurezza:

Il memorandum ricostruisce il percorso che ha portato al testo finale della Risoluzione 2797. Il 22 ottobre gli Stati Uniti, in qualità di “penholder”, hanno diffuso una bozza iniziale che, secondo il POLISARIO, tentava di modificare in profondità il quadro giuridico della questione saharawi:

- riconoscimento implicito della sovranità marocchina,

- definizione della proposta marocchina come unica base negoziale,

- trasformazione del mandato MINURSO in uno strumento per raggiungere rapidamente una soluzione favorevole a Rabat.

La maggioranza dei membri del Consiglio ha tuttavia respinto questo approccio, insistendo su un testo equilibrato e conforme ai principi della Carta ONU. Durante le consultazioni, Stati come Algeria, Cina, Pakistan e Federazione Russa hanno svolto un ruolo determinante nel correggere la bozza e riportare il testo ai fondamenti del diritto internazionale.

Il documento sottolinea che nel testo finale — adottato con 11 voti favorevoli e 3 astensioni — nessuno dei tre obiettivi perseguiti dal Marocco è stato raggiunto.

Sovranità sul Sahara Occidentale: la posizione dell’ONU non cambia

Uno dei passaggi centrali del memorandum riguarda il tema della sovranità.
Il POLISARIO evidenzia che:

  • La Risoluzione 2797 non riconosce alcuna sovranità marocchina sul Sahara Occidentale.

  • L’espressione “sovranità marocchina” compare solo nel preambolo, come riferimento a posizioni espresse da alcuni Stati, e non ha valore dispositivo.

  • Vari Stati membri (tra cui Danimarca e Slovenia) hanno dichiarato esplicitamente che il loro voto non implica alcun riconoscimento della sovranità di Rabat.

Il documento richiama anche la giurisprudenza internazionale: il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del 1975 e le risoluzioni dell’Assemblea Generale, che qualificano il Sahara Occidentale come territorio non autonomo in attesa di decolonizzazione.

La “proposta marocchina” non è la base dei negoziati

Il memorandum ribadisce che la Risoluzione 2797 parla della proposta marocchina solo come “una base” e non come quadro esclusivo dei negoziati.
L’obiettivo del Consiglio di Sicurezza rimane una soluzione “giusta, duratura e reciprocamente accettabile che preveda l’autodeterminazione del popolo saharawi”.

Il POLISARIO spiega poi perché la proposta marocchina non possa essere accettata come base unica o privilegiata:

- Il Marocco è considerato una potenza occupante, priva di sovranità e mandato amministrativo.

- La proposta predetermina l’esito, offrendo solo l’opzione dell’autonomia.

- Esclude l’indipendenza, una delle opzioni previste dal diritto internazionale.

- Legittimerebbe l’uso illegale della forza e costituirebbe un pericoloso precedente internazionale.

- Violerebbe norme cogenti (jus cogens), tra cui il diritto all’autodeterminazione.

MINURSO: mandato salvaguardato e nessuna trasformazione forzata

Un altro punto fondamentale è il mandato della MINURSO.
La Risoluzione 2797 proroga la missione per un anno, senza modifiche, respingendo l’idea — contenuta nella bozza statunitense — di limitare il mandato a tre mesi o di condizionarlo al progresso dei negoziati.

Per il POLISARIO questa decisione rappresenta una chiara affermazione dell’indipendenza del processo di pace dalle pressioni politiche del Marocco.

Le implicazioni politiche della Risoluzione 2797:

Il memorandum afferma che la Risoluzione 2797 contiene un messaggio inequivocabile:
nessuna soluzione è possibile senza che il popolo saharawi eserciti liberamente il proprio diritto all’autodeterminazione.

Il Consiglio stabilisce tre criteri essenziali per qualsiasi futura soluzione:

- Coerenza con la Carta delle Nazioni Unite;

- Rispetto del diritto all’autodeterminazione;

- Accettazione da parte del popolo saharawi e del suo unico rappresentante riconosciuto, il Fronte POLISARIO.

Nonostante ciò, Rabat — secondo il documento — continua a comportarsi come se la candidatura marocchina avesse ottenuto una consacrazione internazionale, promuovendo una narrazione di “vittoria storica” non rispecchiata dal testo della risoluzione.

Il ruolo del POLISARIO e le prospettive del processo di pace:

Il memorandum ricorda che il POLISARIO ha presentato:

- la propria proposta negoziale del 2007, riconosciuta dal Consiglio nella Risoluzione 1754;

- una proposta ampliata il 20 ottobre 2025 (S/2025/664), che ribadisce la disponibilità del movimento saharawi a una soluzione pacifica e conforme al diritto internazionale.

Nonostante le riserve espresse nel comunicato del 31 ottobre, il POLISARIO dichiara di essere pronto a negoziare direttamente con il Marocco, in buona fede e senza precondizioni.

Il memorandum termina con un appello alla comunità internazionale:
gli Stati devono assumersi il dovere di sostenere il diritto all’autodeterminazione dei popoli, come stabilito dalla Risoluzione 2625 (XXV), e respingere ogni proposta che miri a legittimare l’occupazione del Sahara Occidentale.

Il documento del Fronte POLISARIO rappresenta una risposta articolata e giuridicamente fondata alla narrativa marocchina sulla Risoluzione 2797.

Al centro rimane un principio fondamentale: il conflitto del Sahara Occidentale non potrà essere risolto finché il popolo saharawi non avrà espresso liberamente la propria scelta, inclusa l’opzione dell’indipendenza.


















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