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Il BNG contro la Risoluzione ONU 2797 (2025): Un grave passo indietro per l'autodeterminazione Saharawi



Santiago de Compostela, 5 novembre 2025 – Il Blocco Nazionalista Galiziano (BNG), attraverso il suo Esecutivo Nazionale, ha espresso un fermo e risoluto rifiuto nei confronti della Risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha rinnovato il mandato della MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale) fino all'ottobre 2026.

L'organizzazione nazionalista galiziana etichetta il testo come un "grave passo indietro" nella lunga lotta per l'autodeterminazione del popolo saharawi, denunciando una pericolosa deviazione dal diritto internazionale consolidato.

Validazione dell'Autonomia marocchina e abbandono del diritto internazionale:

Il cuore della critica del BNG risiede nel fatto che la Risoluzione, promossa primariamente dagli Stati Uniti e dai suoi alleati, di fatto convalida la proposta marocchina di autonomia come base potenziale per i negoziati.

"Questo testo... si discosta dal consenso internazionale in materia di diritto internazionale adottando come base per i negoziati la 'Proposta di autonomia' unilaterale del Marocco, nel tentativo di riconoscere una sovranità sul Sahara Occidentale che non esiste," dichiara l'Esecutivo Nazionale.

Il BNG sottolinea che includere la formula di autonomia come alternativa al principio di autodeterminazione è inaccettabile. L'autonomia, se considerata, può essere valorizzata solo nel quadro dell'esercizio del diritto all'autodeterminazione e non come suo sostituto. Il referendum vincolante e il voto democratico del popolo saharawi restano, secondo il BNG, l'unica fonte di validità e legittimità per qualsiasi opzione politica futura.

Interessi geostrategici contro la Giustizia:

Il comunicato prosegue denunciando che la Risoluzione 2797 (2025) non è frutto di un impegno per la giustizia o per il rispetto del diritto internazionale, ma è piuttosto il riflesso di pressioni e negoziati basati sugli interessi strategici dell'imperialismo.

La prova di queste profonde divisioni e della natura politica del testo è ravvisata nelle astensioni di potenze come Cina, Russia e Pakistan, e nella mancata partecipazione dell'Argentina, evidenziando come il Consiglio di Sicurezza non sia rappresentativo della pluralità multipolare.

Il BNG critica aspramente il tentativo della Risoluzione di ignorare la dottrina coerente delle stesse Nazioni Unite sulla decolonizzazione e sul diritto all'autodeterminazione, come sancito anche dalle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia.

Appello alla Spagna e all'Unione Europea:

Di fronte a questa situazione, il BNG non risparmia critiche al governo spagnolo, accusandolo di complicità nel "consegnare il Sahara Occidentale a una forza invasore e colonizzatrice come il Marocco."

L'Esecutivo Nazionale del BNG riafferma il suo fermo impegno a favore della legittima lotta del popolo saharawi e avanza una serie di richieste inequivocabili:

Attuazione del "Piano di Risoluzione del 1991": Ritorno immediato al piano che stabilisce il referendum di autodeterminazione come unica via legittima per la soluzione del conflitto.

Mandato MINURSO: Il mandato rinnovato della MINURSO deve essere finalizzato esclusivamente all'organizzazione e alla celebrazione di tale referendum.

Rispetto delle Sentenze UE: L'Unione Europea e la Spagna devono porre fine alla loro complicità e rispettare le sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che annullano gli accordi di pesca e agricoli con il Marocco che includono il Sahara Occidentale, in assenza del consenso del Fronte Polisario.

Cessazione dello Sfruttamento Illegale: Fine immediata dello sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale da parte del Marocco e delle aziende europee/internazionali colluse.

Diritti Umani: Cessazione delle ostilità, delle aggressioni e delle continue violazioni dei diritti umani da parte del Marocco nei confronti della popolazione saharawi.

Concludendo il comunicato, il BNG riafferma la sua solidarietà incondizionata con il popolo saharawi, la cui "fermezza, dignità e resistenza sono un esempio," e si impegna a continuare a battersi nelle istituzioni e nella società affinché il Sahara Occidentale diventi finalmente libero.

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