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Generazione dell’Indipendenza: 20 giovani giornalisti saharawi al Parlamento Europeo per dare voce al Sahara Occidentale



Bruxelles, 13 novembre 2025 – Una nuova generazione di giovani saharawi, definita ormai la “Generazione dell’Indipendenza”, sta portando avanti con determinazione la missione di internazionalizzare la causa del Sahara Occidentale e di difendere il diritto del proprio popolo alla libertà e all’autodeterminazione.

Mercoledì 12 novembre, venti giovani giornalisti e scrittori saharawi hanno varcato le porte del Parlamento Europeo a Bruxelles, nel quadro di un’iniziativa di diplomazia pubblica volta a sensibilizzare i deputati europei sulla situazione nei territori occupati.
Durante la loro presenza nelle istituzioni europee, hanno consegnato un messaggio chiaro:

“Non c’è soluzione alla questione del Sahara Occidentale se non nel rispetto della volontà del popolo saharawi. Nessuno sfruttamento delle risorse naturali può avvenire senza il consenso del Fronte Polisario.”


Una nuova generazione consapevole e connessa:

La “Generazione dell’Indipendenza” nasce sotto l’occupazione, in esilio o nella diaspora, ma unisce profonda appartenenza nazionale e spirito moderno.
Questi giovani sfruttano la rivoluzione digitale e la padronanza dei linguaggi contemporanei per portare la voce del Sahara Occidentale nei forum internazionali, nei media e sui social network, contrastando la propaganda marocchina e promuovendo una narrazione autentica della loro causa.

La loro azione collettiva è diventata evidente quando, nel 2020, reagirono con fermezza al tentativo dell’amministrazione Trump di legittimare l’occupazione marocchina, mobilitando una risposta diplomatica e mediatica globale in difesa del diritto saharawi all’autodeterminazione.


Una lotta che supera i confini:

Dai campi profughi di Tindouf, alle città occupate del Sahara Occidentale, fino alla diaspora in Europa, America e Asia, i giovani saharawi sono uniti da un obiettivo comune: mantenere viva la lotta pacifica per la libertà e la giustizia.
Molti di loro non hanno vissuto direttamente la guerra, ma convivono quotidianamente con le conseguenze dell’occupazione e dell’esilio, trasformando la memoria collettiva in una forza di resistenza e speranza.


Azione sul campo, cultura e diplomazia:

Negli ultimi anni, questa generazione si è distinta per una serie di iniziative concrete:

Partecipazione a conferenze internazionali sui diritti umani, a Ginevra e New York, dove hanno denunciato le violazioni subite dal popolo saharawi e difeso il diritto all’autodeterminazione davanti a organismi dell’ONU.

Promozione culturale e artistica in Europa, con proiezioni di documentari, mostre fotografiche e dibattiti dedicati alla vita nei campi profughi e alla resistenza pacifica del popolo saharawi.

Attività accademiche in Asia, come il programma condotto in Giappone dallo studente saharawi Ali Salem, che per tre settimane ha tenuto conferenze nelle università e centri di ricerca del Paese, portando la questione saharawi al pubblico giapponese.

Campagne digitali e mediatiche internazionali, attraverso canali satellitari, social media e collaborazioni giornalistiche, per contrastare la disinformazione e diffondere una voce indipendente dal Sahara Occidentale.

Sostegno umanitario e culturale nei campi profughi, in collaborazione con reti di solidarietà internazionale, per promuovere istruzione, cultura e giustizia sociale.


Tra memoria e futuro:

Questa generazione rappresenta la naturale erede della prima generazione di resistenza, ma si distingue per strumenti e approccio.
La loro lotta non si limita al piano politico o militare: comprende la difesa dell’identità saharawi, della memoria storica e della dignità collettiva.
Sono giovani nati in esilio, ma profondamente radicati nella loro patria spirituale, determinati a vedere un giorno la bandiera della Repubblica Araba Saharawi Democratica nel Sahara occidentale.


Un messaggio alle nuove generazioni:

Con la loro presenza al Parlamento Europeo, i giovani giornalisti saharawi hanno voluto inviare un messaggio forte alla comunità internazionale:

“La causa saharawi non appartiene a una sola generazione, ma a tutte quelle future. Finché ci saranno giovani che credono nella libertà e nella giustizia, la lotta per l’indipendenza continuerà.”

Tra la tenacia della vecchia generazione e l’entusiasmo della nuova, la resistenza saharawi prosegue con forza e dignità, in attesa dell’alba della giustizia, della pace e della libertà per il Sahara Occidentale e per il suo popolo.

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