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Cultura, solidarietà e libertà: Aperti i lavori del III Forum Internazionale per la pace nel Sahara Occidentale



Campi proflighi saharawi, 20 novembre 2025 — Si è aperto mercoledì 19 novembre il Terzo Forum Internazionale di Solidarietà per lo Scambio Culturale per la Pace nel Sahara Occidentale, un appuntamento che riunisce delegazioni provenienti da diversi continenti e tradizioni culturali. Durante la cerimonia inaugurale, il Ministro della Cultura della RASD, Moussa Salma, ha definito questa partecipazione globale un “messaggio morale di alto valore”, simbolo dell’impegno collettivo contro l’ingiustizia, l’emarginazione e il silenzio che circondano ancora l’ultima colonia rimasta in Africa.

La cultura come resistenza e ponte tra i Popoli:

Nel suo intervento, il Ministro Salma ha sottolineato come la difesa del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione non sia soltanto una battaglia politica, ma una causa umana, universale e condivisa da tutte le coscienze che credono nella giustizia, nella dignità e nella pace.

Ha ribadito che la cultura rappresenta uno strumento di resistenza, capace di unire, creare dialogo e promuovere valori di convivenza pacifica. Il forum, ha aggiunto, riafferma che la questione del Sahara Occidentale è prima di tutto un dossier di decolonizzazione: un popolo che reclama il proprio diritto naturale e riconosciuto – divinamente e giuridicamente – alla libertà e alla sovranità.

Il sostegno dell’Algeria: “Il Popolo Saharawi è l’unico a decidere il proprio destino”

Durante la sessione inaugurale è intervenuto anche il dott. Youssef Mechria, capo della delegazione algerina e presidente della Fondazione Internazionale Ponti di Pace. Mechria ha riaffermato la storica e ferma posizione dell’Algeria a sostegno della causa saharawi, sottolineando che il forum si svolge in un momento segnato da nuovi sviluppi regionali e internazionali dopo oltre mezzo secolo di conflitto e sofferenza.

Il rappresentante algerino ha evidenziato che una verità resta immutabile:
solo il popolo saharawi ha il diritto di decidere del proprio destino. È l’unico che può ascoltare la voce della propria libertà, comprendere il valore della dignità per cui lotta e incarnare una resilienza che non è mai venuta meno, nemmeno nei periodi più ardui.


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