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Sahara Occidentale: Migliaia di Saharawi protestano ad Auserd contro la bozza di risoluzione USA



Campi profughi saharawi, 31 ottobre 2025 - Migliaia di Saharawi di ogni età sono scesi in piazza giovedì 30 ottobre nella provincia di Auserd per protestare energicamente contro la bozza di risoluzione statunitense sul Sahara Occidentale, che secondo i manifestanti tenta di eludere i loro legittimi diritti all'autodeterminazione e all'indipendenza. La dimostrazione ha avuto luogo alla vigilia del voto del Consiglio di Sicurezza ONU sul rinnovo della missione MINURSO, con Washington che spinge per una soluzione politica basata sul piano di autonomia marocchino.


Rifiuto Inequivocabile all'Autonomia:

I manifestanti hanno scandito slogan che hanno espresso un rifiuto categorico a qualsiasi tentativo di imporre una soluzione che non sia l'indipendenza, gridando: "No all'autonomia, sì all'indipendenza del Sahara Occidentale" e "Il popolo saharawi non farà concessioni al suo diritto alla libertà e all'autodeterminazione".

La protesta sottolinea la ferma convinzione della popolazione Saharawi che "Nessuno può decidere al posto del popolo saharawi". I partecipanti hanno avvertito che tali tentativi non faranno altro che rafforzare la loro determinazione a difendere la propria posizione di fronte a quelle che definiscono "cospirazioni" internazionali volte a compromettere il loro diritto fondamentale.


Uno Spirito di Lotta Incessante:

La massiccia partecipazione popolare nella provincia di Auserd riflette l'intramontabile spirito di resilienza, fermezza e lotta continua del popolo Saharawi. Questa determinazione è profondamente radicata in momenti storici cruciali della loro resistenza, tra cui:

La rivolta di Zemla del 1970: Un'azione pacifica repressa violentemente, considerata un punto di svolta nella lotta per l'autodeterminazione.

Il campo di protesta di Gdeim Izik (2010): Simbolo della resistenza civile nelle aree occupate.

La rivolta del 13 novembre 2020: L'ultima escalation in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del Marocco.

La protesta di Auserd si configura come un chiaro messaggio alla comunità internazionale e al Consiglio di Sicurezza: il popolo Saharawi rimane unito e irremovibile nella sua richiesta di un referendum sull'autodeterminazione, come previsto dalle risoluzioni ONU.

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