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L'Algeria guida l'appello per un'Africa unita e prospera



Algeri, 5 settembre 2025 – Durante la cerimonia di apertura del giovedì 4 settembre della quarta Fiera Commerciale Intra-Africana (IATF 2025) ad Algeri, il presidente Abdelmadjid Tebboune ha lanciato un forte appello per una visione unificante che renda l'Africa un continente forte e influente. Sottolineando l'impegno dell'Algeria a contribuire attivamente a questa ambiziosa visione, il presidente ha definito l'Africa come "il futuro" e ha ribadito la volontà del suo Paese di affrontare le sfide di sviluppo del continente.

Un evento strategico in un contesto globale complesso:

Ospitando la quarta edizione dell'IATF, l'Algeria si è posizionata al centro del dibattito sullo sviluppo africano. Il presidente Tebboune ha sottolineato che l'evento si svolge in un "contesto globale molto sensibile e delicato, in cui gli eventi accelerano a un ritmo senza precedenti", conferendo all'incontro un'importanza che va oltre il semplice aspetto economico. Secondo Tebboune, la fiera rappresenta la "coscienza collettiva" che spinge il continente a costruire un'entità integrata, con una forte volontà e influenza a livello regionale e internazionale.

Affrontare le ingiustizie storiche e la marginalizzazione:

Nonostante i progressi significativi degli ultimi due decenni, come l'attivazione dell'Area di Libero Scambio Continentale Africana (AfCFTA) e l'adesione dell'Unione Africana (UA) al G20, il presidente ha evidenziato che c'è ancora molta strada da fare. L'Africa continua a essere penalizzata da ingiustizie storiche e da una profonda marginalizzazione economica. Tebboune ha citato dati allarmanti per illustrare questo divario: la quota di voto dell'Africa nel Fondo Monetario Internazionale (FMI) non supera il 6,5%, e il suo peso nella Banca Mondiale si ferma all'11%.

La situazione non migliora nel commercio globale, dove l'Africa detiene a malapena il 3%, una cifra insignificante se si considerano le sue immense risorse naturali (il 30% del totale mondiale) e una popolazione di oltre 1,5 miliardi di persone. Anche il flusso di investimenti globali verso l'Africa è il più basso al mondo, con meno del 6% del totale annuo.

L'impegno dell'Algeria per un'infrastruttura continentale:

Tebboune ha esortato i paesi africani a unire gli sforzi per superare queste carenze e ha sottolineato il ruolo proattivo dell'Algeria. Il Paese sta investendo in diversi mega-progetti strutturali volti a rafforzare l'integrazione e lo sviluppo continentale. Tra questi:

La strada trans-sahariana, che migliorerà le connessioni terrestri.

Il gasdotto che collegherà Algeria e Nigeria, essenziale per la sicurezza energetica di più Paesi.

La dorsale in fibra ottica trans-sahariana, cruciale per la sovranità digitale.

Nuove linee ferroviarie verso Mali e Niger, che faciliteranno il commercio.

- L'avvio di collegamenti aerei e marittimi diretti tra le capitali africane e l'apertura di filiali bancarie algerine in vari Paesi.

L'Algeria ha anche contribuito alla creazione di cinque zone di libero scambio con i Paesi del Maghreb e del Sahel-Sahara e ha fornito un forte sostegno alla formazione di dirigenti africani, con oltre 65.000 professionisti formati dall'indipendenza. Un ulteriore gesto di solidarietà è stata la recente cancellazione di 1,5 miliardi di dollari di debiti per 14 Paesi africani.

Un futuro basato su unione e cooperazione:

Il presidente Tebboune ha concluso il suo discorso con un invito all'azione. Ha esortato i leader e i partecipanti all'IATF 2025 a trasformare la fiera in "un nuovo inizio" per costruire un'Africa forte, unita e prospera. Ha ribadito la convinzione che il futuro del continente dipenda dalla capacità collettiva di creare infrastrutture integrate e un clima favorevole agli investimenti, sfruttando appieno il potenziale dell'AfCFTA come vero e proprio strumento di sviluppo. L'Algeria si è dichiarata pronta a fare la sua parte, offrendo i suoi porti come punto di accesso strategico per i Paesi africani senza sbocco sul mare, contribuendo così a tessere una rete economica che, passo dopo passo, possa riscattare il continente dalla sua storica marginalizzazione.

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