Sala Bolognese, 2 agosto 2025 – Con emozione e spirito di solidarietà, il Comune di Sala Bolognese ha accolto venerdì 1 agosto una delegazione di bambini saharawi, nell’ambito del progetto “Piccoli Ambasciatori di Pace”, che da anni porta in Italia i minori provenienti dai campi profughi in Algeria. Un appuntamento che si rinnova dal 2004 e che testimonia il forte impegno dell’amministrazione comunale nel promuovere la cultura della pace e dei diritti umani.
Ad accogliere i piccoli ambasciatori, insieme ai loro accompagnatori, sono state la vicesindaca Eleonora Riberto, l’assessora alle politiche sociali Edra Bortolotti e la consigliera comunale Cinzia Bellini, che hanno ribadito il sostegno di Sala Bolognese alla causa del popolo saharawi e alla sua legittima aspirazione all’autodeterminazione.
“Questi bambini sono testimoni viventi di una lotta silenziosa ma tenace per la libertà, la giustizia e la dignità”, ha dichiarato Riberto, ricordando che dal 2004 il Comune partecipa attivamente a iniziative di accoglienza, gemellaggi e cooperazione internazionale con il popolo saharawi.
L’incontro si è svolto in un clima caloroso e partecipato, con la presenza dell’associazione El Ouali di Bologna, che da anni coordina sul territorio l’ospitalità estiva dei minori saharawi, promuovendo parallelamente attività di sensibilizzazione e progetti di solidarietà.
A guidare la delegazione saharawi erano Mohamed Lebsir, coordinatore nazionale degli accompagnatori saharawi in Italia, e Khadidja Laroussi Mohamed, attiva nel sostegno alle iniziative di cooperazione. La loro presenza ha reso ancora più significativo il momento d’incontro, sottolineando il valore umano e politico di ogni gesto di accoglienza.
Quello di Sala Bolognese è uno dei tanti tasselli di una rete solidale che in tutta Italia continua a crescere e rafforzarsi attorno alla causa saharawi. Un impegno che afferma con forza che la pace si costruisce anche attraverso piccoli gesti di ospitalità, scambio e condivisione, capaci di generare consapevolezza e responsabilità collettiva.
L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso più ampio che coinvolge istituzioni locali, associazioni e cittadini, uniti dalla convinzione che la giustizia e il rispetto dei diritti umani siano la base imprescindibile per un futuro di pace.
