Lanester (Francia), 2 agosto 2025 – La città di Lanester ha celebrato il 30 luglio il suo duraturo legame di solidarietà con il popolo saharawi in una cerimonia ufficiale. L'evento, svoltosi presso il Municipio, ha reso omaggio a sette bambini saharawi, ospiti della città per un'iniziativa che va avanti da decenni e che offre loro un'esperienza estiva lontano dai campi profughi.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Gilles Carréric, funzionari locali, rappresentanti dell'associazione ALCCJS56, volontari e numerosi cittadini, tutti uniti per mostrare il loro sostegno. Quest'anno, i sette bambini di circa dieci anni, provenienti dai campi vicino a Tindouf, in Algeria, sono stati accolti da famiglie del luogo.
Il sindaco Carréric ha ribadito che questa accoglienza non è un evento isolato, ma una parte fondamentale della tradizione di solidarietà internazionale della città. "Questa accoglienza non è un capriccio passeggero, è un dato di fatto, così come la cooperazione internazionale e la solidarietà sono parte integrante delle nostre attività", ha dichiarato. Ha inoltre ringraziato le associazioni, gli operatori e i funzionari comunali per il loro impegno, sottolineando come l'iniziativa permetta ai bambini di scoprire una nuova cultura e di sfuggire, seppur per breve tempo, alla difficile realtà dei campi.
Anche il signor Mohamed Ali Zerouali, rappresentante saharawi in Francia, ha voluto elogiare la generosità di Lanester. "Questo gesto va ben oltre una semplice accoglienza estiva: è un atto di fraternità, un simbolo di speranza e un messaggio forte rivolto a questi bambini e a un intero popolo che lotta per la propria libertà e dignità", ha affermato, ringraziando il Comune, i volontari e in particolare le famiglie ospitanti, definite "i veri pilastri di questo progetto".
La cerimonia si è conclusa in un'atmosfera di forte emozione e amicizia, confermando ancora una volta i solidi legami tra la città bretone e la causa del popolo del Sahara Occidentale. Con questo gesto di solidarietà, Lanester continua a sostenere il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, ribadendo un impegno che si rinnova di anno in anno.
