Tokyo, 18 agosto 2025 – Il prossimo vertice della Conferenza Internazionale di Tokyo sullo Sviluppo Africano (TICAD 9), in programma dal 20 al 22 agosto 2025 a Yokohama, in Giappone, si preannuncia come un banco di prova cruciale per le relazioni diplomatiche in Africa. Al centro dell'attenzione c'è la partecipazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), membro fondatore dell'Unione Africana.
La presenza della delegazione saharawi, guidata dal Primo Ministro Hamudi Boucharaya Beyun, non è una novità per i vertici TICAD. Tuttavia, essa continua a rappresentare una fonte di tensione diplomatica, in particolare per il Marocco.
Le tensioni diplomatiche passate:
L'incidente avvenuto durante la sessione precedente del vertice TICAD in Giappone ha segnato un momento di forte crisi. Un diplomatico marocchino ha tentato di rimuovere la bandiera della RASD, provocando un alterco che ha scatenato un'ondata di polemiche e condanne. A seguito di questo episodio, gli Stati membri partecipanti al vertice e il Giappone hanno riaffermato all'unanimità il diritto della RASD di partecipare a tutti i futuri vertici in qualità di membro dell'Unione Africana.
La decisione ha consolidato la posizione della RASD e ha messo il Marocco di fronte a un dilemma. Dopo l'incidente, il governo marocchino si trova di fronte a due sole opzioni: partecipare al vertice e accettare di sedersi allo stesso tavolo della delegazione saharawi, o boicottare l'evento. Entrambe le scelte comportano un costo politico significativo.
Questa non è la prima volta che la questione della RASD causa tensioni. Durante il vertice TICAD 8 a Tunisi nel 2022, la decisione del Presidente tunisino Kais Saied di accogliere il Presidente della RASD con onori presidenziali ha portato a una grave crisi politica tra Marocco e Tunisia. La crisi ha provocato il ritiro del Marocco dal vertice e una rottura delle relazioni diplomatiche che perdura ancora oggi.
La posizione del Marocco e le prospettive future:
Mentre si avvicina la data del vertice, il Marocco si trova in una situazione di incertezza. Optare per il boicottaggio rievocherebbe la politica inefficace adottata nel 1984, quando l'ex re Hassan II ritirò il Marocco dall'Organizzazione dell'Unità Africana per protestare contro il riconoscimento della RASD. Tale mossa isolerebbe ulteriormente il paese e comprometterebbe le sue relazioni con un partner economico di rilievo come il Giappone.
D'altro canto, la partecipazione al vertice, pur evitando un'escalation, significherebbe un'accettazione de facto della presenza saharawi, una mossa che il governo marocchino ha finora cercato di evitare.
Gli osservatori diplomatici si chiedono se Rabat oserà criticare pubblicamente il Giappone per aver accettato la partecipazione della delegazione saharawi. La posta in gioco è alta e la decisione del Marocco avrà un impatto significativo sul futuro delle sue relazioni internazionali. La risposta a questo dilemma, attesa con grande interesse, definirà la strategia diplomatica del paese negli anni a venire.