Sahara occidentale, 22 agosto 2025 — In un'urgente missiva inviata al Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, il Presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) e Segretario Generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, ha sottolineato la necessità di una soluzione immediata per il conflitto nel Sahara Occidentale. La lettera, datata mercoledì 20 agosto 2025, mette in luce le recenti dinamiche sul campo e ribadisce con forza che il Piano di Risoluzione ONU-UA rappresenta l'unica strada percorribile per la decolonizzazione del territorio.
Richiamo ai principi delle Nazioni Unite:
In un anno che segna l'80° anniversario delle Nazioni Unite, il Presidente Ghali ha colto l'occasione per riaffermare l'impegno del Fronte Polisario verso i principi fondanti della Carta dell'ONU, definendo l'organizzazione un "pilastro del sistema multilaterale, garante della pace e della sicurezza internazionale e difensore dei diritti umani e dei popoli".
La lettera sottolinea l'importanza cruciale che le Nazioni Unite continuino a svolgere il proprio ruolo nel garantire la piena libertà ai popoli ancora sotto occupazione. Ghali ha evidenziato che l'efficacia dell'ONU si misura anche nella sua capacità di far rispettare il diritto dei popoli oppressi a vivere con dignità e a ottenere la libertà.
La drammatica situazione dei diritti umani:
Un'ampia parte della missiva è dedicata alla drammatica situazione dei prigionieri politici saharawi, in particolare il gruppo di Gdeim Izik, che continua a subire condizioni disumane nelle carceri marocchine. Brahim Ghali ha denunciato le pratiche punitive e umilianti a cui sono sottoposti, tra cui la negazione di cure mediche, l'isolamento e il divieto di corrispondenza. L'appello a Guterres è chiaro e urgente: agire prontamente per garantire il loro rilascio immediato e incondizionato, permettendo loro di riunirsi alle proprie famiglie.
Oltre a queste violazioni, il Presidente ha condannato la "politica della terra bruciata" perseguita dalle autorità di occupazione marocchine, mirata a espellere i Saharawi dalle loro terre e a implementare una politica sistematica di insediamento coloniale. Ha inoltre denunciato il saccheggio delle risorse naturali del Sahara Occidentale da parte del Marocco e di attori stranieri, una chiara violazione del diritto del popolo Saharawi alla sovranità sulle proprie ricchezze.
Il Piano di Risoluzione: la base per una pace duratura
Nella sua comunicazione, Ghali ha ribadito con forza che l'unico quadro per una soluzione pacifica e duratura è il Piano di Risoluzione delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione per l'Unità Africana. Questo piano, accettato sia dal Fronte Polisario che dal Marocco nel 1988 e successivamente approvato dalle risoluzioni 658 (1990) e 690 (1991) del Consiglio di Sicurezza, rappresenta l'unica base di accordo tra le parti.
"Cinquanta anni di occupazione illegale di un territorio ancora in fase di decolonizzazione non devono più essere tollerati", ha affermato il Presidente Ghali nella conclusione. Ha esortato la comunità internazionale e le Nazioni Unite a raddoppiare gli sforzi per porre fine all'occupazione marocchina, sottolineando che la risoluzione di questo conflitto è una prova di credibilità per l'ONU e l'unico modo per ripristinare la pace e la stabilità nel Nord Africa.
