Sahara occidentale, 2 agosto 2025 – Sotto la pressione del Western Sahara Resource Watch (WSRW), la piattaforma globale di prenotazioni turistiche Airbnb ha modificato le sue descrizioni geografiche, rimuovendo ogni riferimento al Marocco dagli annunci relativi agli alloggi situati nel Sahara Occidentale occupato.
“La società di home-sharing ha eliminato i riferimenti al ‘Marocco’ dagli annunci di strutture situate nel Sahara Occidentale”, ha annunciato WSRW attraverso il proprio sito ufficiale. Secondo l’organizzazione, attiva nella tutela dei diritti del popolo saharawi, le città saharawi occupate come El Aaiún, Dakhla e Boujdour non sono più presentate come località marocchine sulla piattaforma.
Secondo quanto riportato da Africa Intelligence, il cambiamento sarebbe stato implementato nelle ultime settimane, in seguito a una lettera inviata da WSRW ad Airbnb il 13 giugno 2025, nella quale si denunciavano gravi inesattezze geografiche in contrasto con le mappe ufficiali delle Nazioni Unite e le sentenze delle corti internazionali sullo status del Sahara Occidentale.
“La presenza di gravi errori geografici sul sito rappresentava una violazione del diritto internazionale. Le mappe ufficiali dell’ONU e numerose sentenze giudiziarie internazionali hanno stabilito che il Sahara Occidentale non fa parte del Marocco”, si legge nel comunicato di WSRW.
L'organizzazione ha anche esortato Airbnb a cessare ogni forma di promozione e commercializzazione di alloggi, esperienze e attrazioni nei territori occupati del Sahara Occidentale, denunciando un preoccupante aumento del turismo nella regione attraverso centinaia di annunci pubblicati da varie piattaforme.
“Accogliamo con favore questo primo passo da parte di Airbnb verso il rispetto del diritto internazionale. Ora ci aspettiamo che anche Hotels.com ed Expedia seguano la stessa linea”, ha dichiarato Erik Hagen, membro di WSRW.
La ONG ha lanciato un appello anche a Expedia Group Inc. e Booking Holdings Inc., accusate di continuare a promuovere alloggi e pacchetti turistici nelle città saharawi occupate, presentandole impropriamente come località marocchine.
“Expedia e Booking si presentano come leader mondiali nel settore dei viaggi, ma continuano a legittimare l’occupazione del Sahara Occidentale attraverso la normalizzazione del turismo in questi territori contesi”, denuncia ancora l’organizzazione.
Il Sahara Occidentale, ex colonia spagnola, è inserito fin dal 1963 nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha più volte affermato che esso è “territorio distinto e separato dal Marocco”.
L’azione di WSRW rappresenta un’importante tappa nella battaglia internazionale per il rispetto dei diritti del popolo saharawi e per la corretta rappresentazione geopolitica dei territori sotto occupazione.
