Guastalla (Reggio Emilia), 19 luglio 2025 – Nella splendida cornice della Sala del Comune di Guastalla, venerdì 18 luglio si è tenuto un emozionante incontro nell’ambito del programma di scambio culturale e umanitario che da anni promuove il dialogo tra popoli, la solidarietà e l’educazione alla pace. Protagonisti della giornata sono stati i bambini provenienti da tre aree segnate da conflitti e fragilità: il Sahara Occidentale, la Bosnia e la Serbia, ospitati da famiglie italiane nell’ambito di un progetto che unisce accoglienza, condivisione e formazione civica.
A fare gli onori di casa è stato il Sindaco Paolo Dall’Asta, alla guida di una città storicamente gemellata con la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), che ha ribadito il valore della cooperazione internazionale e il forte legame tra Guastalla e il popolo saharawi. Al suo fianco, durante l'incontro, la Consigliera comunale Elena Carletti, Ughetta Longhi, presidente dell’Associazione Jaima Sahrawi ODV, la Sig.ra Federica Cani, attivista in solidarietà con il Sahara Occidentale, e Mohamed Lebsir, coordinatore degli accompagnatori saharawi in Italia.
L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di numerose associazioni del territorio e delle famiglie italiane che ogni anno rendono possibile questo straordinario scambio umano e culturale, ospitando i bambini e offrendo loro giorni di serenità, scoperta e crescita.
Durante la cerimonia, gli interventi dei relatori hanno condiviso un messaggio unanime: l’importanza di educare alla pace attraverso l’incontro concreto tra persone, in particolare tra i più piccoli, affinché possano costruire un futuro fondato sulla comprensione reciproca, il rispetto delle diversità e la cooperazione tra i popoli.
“Questi bambini non sono solo ospiti: sono ambasciatori di speranza. Attraverso di loro, impariamo che la pace si costruisce nei gesti quotidiani, nel dialogo e nella capacità di accogliere l’altro,” ha affermato il Sindaco Dall’Asta nel suo discorso.
L’incontro di Guastalla ha confermato ancora una volta il ruolo centrale delle comunità locali nel costruire percorsi di pace dal basso, trasformando la solidarietà in azione concreta. È grazie a esperienze come questa che si tengono vive le relazioni internazionali solidali, e che si seminano quei frutti di speranza capaci di germogliare anche nei contesti più difficili.
Guastalla, con il suo esempio, dimostra che l’accoglienza non è solo un gesto, ma una scelta di civiltà.
