Casalgrande (Reggio Emilia), 19 luglio 2025 – Con un gesto carico di significato e affetto, l’Amministrazione comunale di Casalgrande ha rinnovato il proprio impegno pluriennale a favore del popolo saharawi, consegnando un riconoscimento speciale a Ragheb, figura centrale nell’accoglienza dei “Piccoli Ambasciatori di Pace” provenienti dai campi profughi del Sahara Occidentale.
La cerimonia si è svolta nella serata di giovedì 17 luglio, presso Dinazzano, dove l’Assessora Graziella Tosi ha consegnato un encomio ufficiale a Ragheb per il suo instancabile impegno come accompagnatore e mediatore culturale. La sua presenza – affettuosa, attenta e competente – è stata riconosciuta come fondamentale nel creare un clima di fiducia, inclusione e amicizia tra i bambini saharawi e le famiglie ospitanti del territorio.
“Ragheb è molto più di un accompagnatore: è un costruttore di ponti tra popoli, un testimone silenzioso di solidarietà e un punto di riferimento per i nostri ospiti e per tutta la comunità”, ha dichiarato l’Assessora Tosi.
Il Comune di Casalgrande, in collaborazione con l’associazione Jaima Sahrawi, da anni promuove progetti di accoglienza estiva per i bambini saharawi, offrendo loro un’occasione di serenità e crescita in un contesto di pace, lontano dalle difficili condizioni di vita nei campi profughi. Queste iniziative rappresentano al tempo stesso momenti di sensibilizzazione per la cittadinanza e occasioni di consapevolezza politica sul conflitto irrisolto del Sahara Occidentale.
La visita dei bambini culminerà sabato 19 luglio, in un evento istituzionale di grande rilievo: la Sala del Tricolore di Reggio Emilia ospiterà una cerimonia ufficiale alla presenza di tutti i Sindaci della provincia, incluso il Sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi. L’incontro sarà un’importante occasione pubblica per riaffermare il sostegno delle istituzioni locali alla lotta del popolo saharawi per l’autodeterminazione e per onorare la resilienza e il coraggio di questi giovani ambasciatori di speranza.
L’encomio a Ragheb non è solo un riconoscimento personale, ma anche un simbolo dell’impegno collettivo di una comunità che continua a credere nel valore della solidarietà internazionale e nel diritto alla libertà di tutti i popoli.