القائمة الرئيسية

الصفحات

Prigioniero politico saharawi Naâma Asfari al 32° giorno di sciopero della fame: il Fronte Polisario in Italia lancia un nuovo appello

 



Roma, 9 luglio 2026 – La Rappresentante del Fronte Polisario in Italia, Fatima Mahfud, ha diffuso un aggiornamento sulla situazione del difensore dei diritti umani e prigioniero politico saharawi Naâma Asfari, giunto oggi al 32° giorno di sciopero della fame a oltranza nel carcere marocchino di Kenitra.

Secondo il comunicato, nonostante il costante peggioramento delle sue condizioni di salute, le autorità marocchine non hanno ancora avviato alcun dialogo sulle richieste avanzate da Asfari, che ha definito la propria protesta "La Battaglia per la Dignità".

La famiglia del detenuto riferisce che Asfari ha perso circa nove chilogrammi dall'inizio dello sciopero della fame, ma resta determinato a proseguire la protesta fino a quando le sue rivendicazioni non saranno accolte.

Tra le principali richieste figura la piena attuazione delle decisioni e delle raccomandazioni del Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura (CAT) riguardanti i prigionieri del gruppo di Gdeim Izik, nonché del parere del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria (WGAD). Asfari chiede inoltre di essere trasferito, insieme agli altri detenuti politici saharawi, in istituti penitenziari situati nel Sahara Occidentale, così da poter essere più vicino ai propri familiari.

Il Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura ha adottato numerose decisioni individuali relative ai membri del gruppo di Gdeim Izik, accertando violazioni della Convenzione contro la Tortura. Secondo tali decisioni, le condanne sarebbero state basate su confessioni ottenute mediante tortura o coercizione, successivamente utilizzate come prove senza che le autorità marocchine avessero condotto indagini indipendenti ed efficaci sulle denunce presentate dai detenuti. Per questo motivo, il Comitato ha chiesto al Marocco di annullare le condanne, archiviare le accuse, procedere alla liberazione dei detenuti e garantire loro un adeguato risarcimento e altre forme di riparazione.

Le decisioni del Comitato riguardano i seguenti prigionieri politici saharawi:

- Naâma Asfari (Comunicazione n. 606/2014);

- Sidi Abdallah Abbahah (Comunicazione n. 871/2018);

- Abdeljalil Laaroussi (Comunicazione n. 891/2018);

- Mohamed Bourial (Comunicazione n. 923/2019);

- Mohamed Bani (Comunicazione n. 999/2020);

- Hassan Dah (Comunicazione n. 1135/2022);

- Mohamed Lamine Haddi (Comunicazione n. 1136/2022);

- Ahmed Sbai (Comunicazione n. 1156/2022);

- Sidi Ahmed Lemjayed (Comunicazione n. 1166/2023).

Inoltre, con il Parere n. 23/2023, il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria (WGAD) ha stabilito che la detenzione dei prigionieri del gruppo di Gdeim Izik è arbitraria ai sensi del diritto internazionale, chiedendone l'immediata liberazione, il riconoscimento di un adeguato risarcimento e l'adozione di ulteriori misure di riparazione in conformità agli obblighi internazionali in materia di diritti umani.

Nel comunicato diffuso dalla Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia si sottolinea che, mentre Naâma Asfari entra nel secondo mese di sciopero della fame, il perdurante silenzio delle autorità marocchine alimenta una crescente preoccupazione per il rapido deterioramento del suo stato di salute. Viene inoltre ribadito l'appello alla comunità internazionale e alle Nazioni Unite affinché intervengano con urgenza per garantire l'attuazione delle proprie decisioni e la tutela dei diritti fondamentali del prigioniero politico saharawi.


أنت الان في اول موضوع

إذا أعجبك محتوى الوكالة نتمنى البقاء على تواصل دائم ، فقط قم بإدخال بريدك الإلكتروني للإشتراك في بريد الاخبار السريع ليصلك الجديد أولاً بأول ...