Sahara Occidentale, 8 luglio 2026 – Si intensificano gli appelli internazionali per la tutela del prigioniero politico saharawi Naâma Abdi Moussa Asfari, entrato nel secondo mese di sciopero della fame a tempo indeterminato nel carcere marocchino di Kenitra. L'Organo Saharawi contro l'Occupazione Marocchina (ISACOM) ha chiesto un intervento urgente delle Nazioni Unite e della comunità internazionale, mentre dalla Francia giunge una nuova iniziativa istituzionale rivolta al presidente Emmanuel Macron per sollecitare la liberazione del detenuto.
In un comunicato diffuso da El Aaiún occupata, ISACOM ha attribuito alle autorità marocchine la piena responsabilità per la salute e l'incolumità fisica e psicologica di Naâma Asfari, denunciando il rifiuto di soddisfare le sue richieste considerate legittime e il proseguimento di politiche di rappresaglia e punizione nei confronti dei prigionieri politici saharawi.
Secondo l'organizzazione, il protrarsi dello sciopero della fame è la diretta conseguenza del mancato rispetto, da parte del Marocco, delle decisioni e delle raccomandazioni formulate dai meccanismi delle Nazioni Unite in materia di diritti umani sul caso Asfari.
ISACOM ha pertanto rivolto un appello al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario Generale dell'ONU e agli organismi internazionali competenti affinché intervengano senza ulteriori ritardi per garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e degli obblighi internazionali in materia di diritti umani, avvertendo che il rapido deterioramento delle condizioni di salute del detenuto richiede un'azione immediata.
Nel documento, l'organizzazione condanna inoltre quella che definisce una sistematica politica di punizioni collettive e ritorsioni individuali contro i prigionieri politici saharawi, ritenendo tali pratiche incompatibili con il diritto internazionale umanitario e con le convenzioni internazionali sulla tutela dei diritti fondamentali.
ISACOM ricorda che Naâma Asfari, vicepresidente dell'Associazione CORELSO e cittadino onorario della città francese di Ivry-sur-Seine, è detenuto dal 2010 in seguito a un procedimento giudiziario che l'organizzazione considera privo delle garanzie fondamentali di un equo processo.
L'organizzazione evidenzia inoltre come diversi meccanismi delle Nazioni Unite abbiano già espresso valutazioni sul suo caso. In particolare, il Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura ha riconosciuto che Asfari è stato vittima di torture, mentre il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha qualificato la sua detenzione come arbitraria, chiedendone l'immediata liberazione. Secondo ISACOM, il mancato recepimento di tali decisioni rappresenta una grave violazione degli obblighi internazionali del Marocco.
Nel comunicato viene inoltre richiamata la responsabilità del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), invitato a svolgere con urgenza visite ai detenuti saharawi, verificarne le condizioni sanitarie e garantire il monitoraggio del rispetto dei loro diritti umanitari fondamentali.
ISACOM ha infine espresso apprezzamento per la presa di posizione dell'organizzazione internazionale Front Line Defenders, tra le prime a denunciare pubblicamente il peggioramento delle condizioni di Naâma Asfari, invitando tutte le organizzazioni per i diritti umani e la società civile a intensificare le iniziative di solidarietà e la pressione internazionale affinché vengano accolte le richieste umanitarie e legali del detenuto.
Concludendo la dichiarazione, l'organizzazione ha affermato che la determinazione dei prigionieri politici saharawi, guidati da Naâma Asfari, rappresenta un simbolo della lotta per la giustizia, la libertà e la dignità umana, avvertendo che il perdurare dell'indifferenza internazionale potrebbe tradursi in una vera e propria "lenta condanna a morte".
Dalla Francia un appello diretto a Emmanuel Macron:
Nel frattempo, cresce anche la mobilitazione politica in Francia. Il sindaco di Gonfreville-l'Orcher e consigliere dipartimentale della Seine-Maritime, Alban Bruneau, ha inviato una lettera al presidente Emmanuel Macron chiedendo un intervento diretto presso le autorità marocchine per ottenere l'immediata liberazione di Naâma Asfari.
Nella missiva, Bruneau ricorda che il militante saharawi fu arrestato il 7 novembre 2010 a El Aaiún, sottoposto a tortura e successivamente condannato a trent'anni di reclusione al termine di un processo che, secondo il sindaco francese, non ha rispettato le garanzie previste dal Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR).
Il rappresentante istituzionale richiama inoltre il Parere n. 23/2023 del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che ha definito arbitraria la detenzione di Asfari, chiedendone il rilascio immediato, un risarcimento per i danni subiti e l'avvio di un'indagine indipendente sulle violazioni denunciate.
Nella lettera, Alban Bruneau invita il presidente Macron a sollecitare pubblicamente il Marocco al rispetto dei propri obblighi internazionali, chiedendo non solo la liberazione di Naâma Asfari, ma anche degli altri prigionieri politici saharawi del gruppo Gdeim Izik. Qualora le accuse nei loro confronti dovessero essere mantenute, il sindaco auspica lo svolgimento di un nuovo processo davanti a un tribunale civile, nel pieno rispetto degli standard internazionali di giustizia e senza alcuna persecuzione legata alle loro opinioni politiche o al loro impegno nella difesa dei diritti umani.
L'iniziativa si inserisce in un più ampio movimento di sostegno promosso da amministratori locali, parlamentari e organizzazioni europee per i diritti umani, che chiedono il rispetto delle decisioni degli organismi delle Nazioni Unite e la liberazione dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine.
