Madrid (Spagna), 16 luglio 2026 – La presidente del Congresso dei Deputati spagnolo, Francina Armengol, ha ribadito la responsabilità storica della Spagna nei confronti del popolo saharawi, riaffermando il suo diritto alla dignità, alla libertà e all'autodeterminazione. Lo ha dichiarato durante il ricevimento istituzionale riservato a circa cento bambini saharawi partecipanti al programma "Vacaciones en Paz", accolti mercoledì nella sede del Parlamento spagnolo.
L'iniziativa di mercoledì 15 luglio, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di diversi gruppi parlamentari, si è svolta in un clima di forte valore istituzionale e simbolico, confermando il tradizionale sostegno di ampi settori della società e delle istituzioni spagnole alla causa del popolo saharawi.
«È giusto che il popolo saharawi possa finalmente raggiungere la dignità e la libertà per cui lotta da tanti anni, come riconosciuto dalle Nazioni Unite», ha affermato Armengol, sottolineando la necessità di preservare e rafforzare i legami storici di solidarietà tra la Spagna e il Sahara Occidentale.
Nel suo intervento, la presidente del Congresso ha inoltre ricordato la propria esperienza personale come famiglia ospitante nell'ambito del programma "Vacaciones en Paz", evidenziando il valore umano e culturale di questa iniziativa, che ogni estate offre ai bambini saharawi un periodo di accoglienza presso famiglie spagnole.
Da parte sua, il rappresentante del Fronte Polisario in Spagna, Abdulah Arabi, ha espresso profonda gratitudine per l'accoglienza riservata ai piccoli ospiti, definendoli «giovani ambasciatori del popolo saharawi» e sottolineando che il Congresso dei Deputati rappresenta simbolicamente «la casa di tutti gli spagnoli».
Arabi ha ricordato che i bambini coinvolti nel programma rappresentano la testimonianza vivente della lunga lotta del popolo saharawi per l'autodeterminazione e l'indipendenza, ribadendo che, nonostante i tentativi di mettere in discussione i principi del diritto internazionale, il popolo saharawi continua a difendere il proprio diritto inalienabile a vivere in pace e libertà.
Il rappresentante del Polisario ha inoltre reso omaggio alle migliaia di famiglie spagnole che, da oltre quattro decenni, partecipano al programma di accoglienza, definendole «il pilastro del movimento di solidarietà con il popolo saharawi». Secondo Arabi, il loro impegno quotidiano, la generosità e la dedizione rappresentano il fondamento più solido della solidarietà tra i due popoli e contribuiscono a mantenere viva la causa saharawi nella società spagnola.
A nome del movimento di solidarietà spagnolo è intervenuta anche Maite Isla, presidente del Coordinamento Statale delle Associazioni di Solidarietà con il Sahara (CEAS-Sáhara), che ha evidenziato come il programma "Vacaciones en Paz" rappresenti molto più di un progetto umanitario.
Secondo Isla, l'iniziativa offre ai bambini saharawi l'opportunità di conoscere la società spagnola e, allo stesso tempo, permette alle famiglie ospitanti di comprendere più da vicino la realtà vissuta dal popolo saharawi, rafforzando la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla questione del Sahara Occidentale.
La presidente del CEAS-Sáhara ha inoltre sottolineato l'importanza di mantenere la tradizione dell'accoglienza istituzionale presso il Congresso dei Deputati, considerandola una chiara manifestazione dell'impegno politico della Spagna a favore del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione, nel rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Attivo da oltre quarant'anni, il programma "Vacaciones en Paz" consente ogni estate a migliaia di bambini provenienti dai campi profughi saharawi di trascorrere alcuni mesi in Spagna, beneficiando di assistenza sanitaria, scambi culturali e momenti di serenità lontano dalle difficili condizioni del deserto. Nel tempo, il progetto è diventato uno dei simboli più significativi della solidarietà tra il popolo spagnolo e quello saharawi.
Il ricevimento al Congresso dei Deputati ha confermato ancora una volta il sostegno di una parte significativa delle istituzioni e della società civile spagnola alla causa del Sahara Occidentale, riaffermando il principio del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi quale fondamento imprescindibile di una soluzione giusta e duratura del conflitto, nel quadro del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
