Madrid, 16 luglio 2026 – Il giornalismo spagnolo perde una delle sue voci più autorevoli e rispettate. È scomparso Tomás Bárbulo, giornalista e scrittore che ha dedicato gran parte della propria carriera alla comprensione del Nord Africa e del Sahara Occidentale, distinguendosi per il rigore professionale, l'indipendenza di giudizio e il costante impegno nella ricerca della verità.
Specializzato nelle dinamiche politiche e sociali del Maghreb e del Medio Oriente, Bárbulo è stato per decenni un punto di riferimento per chi desiderava comprendere la complessità della questione saharawi. Attraverso reportage, inchieste e approfondimenti, ha raccontato con equilibrio e precisione una delle controversie internazionali più lunghe e meno conosciute del nostro tempo, offrendo un'informazione documentata e libera da semplificazioni.
Nel corso della sua attività giornalistica ha dedicato numerosi articoli e analisi al Sahara Occidentale, affrontando temi quali le conseguenze dell'occupazione marocchina, la situazione dei campi profughi saharawi, le violazioni dei diritti umani e le difficoltà vissute da un popolo che attende da quasi cinquant'anni l'attuazione del proprio diritto all'autodeterminazione, sancito dal diritto internazionale e dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Tra le sue opere più significative figura "La historia prohibida del Sáhara español" (La storia proibita del Sahara spagnolo), considerata un testo di riferimento per studiosi, giornalisti e ricercatori. Frutto di un'approfondita ricerca storica e documentale, il volume ha contribuito a ricostruire il processo di decolonizzazione dell'ex Sahara spagnolo, facendo luce su vicende spesso trascurate e sulle responsabilità politiche che hanno segnato il destino del territorio e del popolo saharawi.
Oltre alla sua attività di cronista e autore, Tomás Bárbulo ha instaurato negli anni solidi rapporti con ricercatori, accademici, attivisti e associazioni impegnate nella solidarietà con il popolo saharawi. La sua competenza, unita all'indipendenza intellettuale e all'onestà professionale, gli ha valso il rispetto tanto del mondo dell'informazione quanto di chi opera in difesa dei diritti umani.
In un contesto mediatico in cui la questione del Sahara Occidentale ha spesso ricevuto un'attenzione limitata, il lavoro di Bárbulo ha contribuito a mantenere viva l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale sulle violazioni dei diritti umani, sullo sfruttamento delle risorse naturali del territorio e sulla mancata applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Con la sua scomparsa, il giornalismo perde un professionista di grande spessore umano e culturale, capace di coniugare rigore investigativo, sensibilità storica e impegno civile. La sua eredità continuerà a rappresentare un punto di riferimento per chi crede in un'informazione libera, fondata sui fatti e al servizio della memoria, della giustizia e del diritto dei popoli a vedere raccontata la propria storia.
