Ginevra (Svizzera), 12 giugno 2026 – Il Partito del Lavoro Svizzero ha organizzato a Ginevra un incontro dedicato all'esperienza del movimento sindacale saharawi e alla lotta dei lavoratori del Sahara Occidentale, a margine della partecipazione della delegazione saharawi alla 114ª Sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).
L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di confronto sul ruolo del sindacato saharawi nella difesa dei diritti dei lavoratori e sulla situazione sociale ed economica del popolo saharawi, in particolare nei territori occupati.
Nel corso dell'incontro, il Segretario Generale dell'Unione Generale dei Lavoratori di Saguia el-Hamra e Rio de Oro (UGTSARIO), Nafi Ahmed Mohamed, ha ripercorso il lungo cammino del movimento sindacale saharawi, illustrando le sfide affrontate dai lavoratori e dalle organizzazioni attive nella difesa dei diritti civili, sociali ed economici del popolo saharawi.
Il dirigente sindacale ha richiamato l'attenzione sul lavoro svolto da diverse realtà impegnate nella tutela dei lavoratori, tra cui il Comitato dei Dipendenti e dei Lavoratori Saharawi Licenziati Arbitrariamente, il Coordinamento dei Pensionati di Phosboucraa, l'Associazione Saharawi per il Monitoraggio delle Risorse Naturali e la Protezione dell'Ambiente e il Movimento dei Disoccupati Saharawi.
Secondo Nafi Ahmed Mohamed, la questione dei diritti dei lavoratori saharawi non può essere separata dal più ampio contesto politico del Sahara Occidentale. Nel suo intervento ha sostenuto che una soluzione duratura alle difficoltà vissute dalla popolazione, compresa la classe lavoratrice, passa attraverso il pieno esercizio del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza.
Solidarietà internazionale e sostegno alla causa saharawi:
Ad aprire e moderare i lavori è stato Alexander Anlini, co-presidente del Partito del Lavoro Svizzero, che ha ricordato il tradizionale sostegno della sua formazione politica alle lotte per l'autodeterminazione e ai movimenti di solidarietà internazionale.
Anlini ha sottolineato l'importanza dell'incontro per approfondire la conoscenza degli sviluppi della questione saharawi e comprendere meglio il ruolo svolto dal movimento sindacale nella difesa dei diritti del popolo saharawi.
Anche Jawad Siad, vicepresidente del Partito del Lavoro Svizzero, ha ribadito il sostegno della sua organizzazione alla causa saharawi, esprimendo il benvenuto alla delegazione sindacale e ai rappresentanti del movimento di solidarietà internazionale. Nel suo intervento ha evidenziato il ruolo fondamentale dei sindacati nella promozione della giustizia sociale, della solidarietà tra i popoli e del rispetto del diritto internazionale.
Ampia partecipazione di rappresentanti sindacali e della società civile:
All'incontro hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali e della società civile, tra cui la rappresentante del Fronte Polisario in Svizzera e presso le organizzazioni delle Nazioni Unite a Ginevra, Anja Hendi, e la direttrice dell'Osservatorio Saharawi per il Monitoraggio delle Risorse Naturali nel Sahara Occidentale, Yaqouta Al-Mukhtar.
Presenti inoltre delegati sindacali provenienti da diversi Paesi, membri del Comitato Svizzero di Amicizia e Solidarietà con il Popolo Saharawi e attivisti impegnati nella promozione dei diritti umani e della cooperazione internazionale.
Nel corso dei lavori, i partecipanti hanno evidenziato l'importanza di rafforzare le reti internazionali di sostegno alla causa saharawi e di intensificare gli sforzi di informazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica, in particolare negli ambienti sindacali, affinché la situazione del Sahara Occidentale e le rivendicazioni del popolo saharawi trovino maggiore spazio nel dibattito internazionale.
L'incontro si è concluso con un appello a consolidare la cooperazione tra organizzazioni sindacali, movimenti di solidarietà e società civile, con l'obiettivo di sostenere i diritti dei lavoratori saharawi e il diritto del popolo saharawi alla libertà, alla giustizia e all'autodeterminazione.
