Campi profughi saharawi, 13 giugno 2026 – Dalle aule dell'Università di Bologna agli ospedali dei campi profughi saharawi nel deserto algerino. È la storia del dottor Khalil Lesiad Ahmed, medico specializzato in gastroenterologia e diagnostica endoscopica, che oggi rappresenta una delle figure più qualificate della sanità saharawi e un esempio concreto dei risultati ottenuti attraverso la cooperazione internazionale nel settore della formazione medica.
La Clínica General Río de Oro ha pubblicato venerdì 12 giugno un'importante intervista al medico saharawi, ripercorrendone il percorso umano e professionale, strettamente legato al sostegno offerto dall'Italia attraverso programmi di studio e borse di formazione promossi dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Un sostegno reso possibile anche grazie al lavoro della Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia e alle numerose iniziative di solidarietà sviluppate negli anni a favore dei giovani saharawi.
Nel corso dell'intervista, diffusa attraverso i canali social della struttura sanitaria, il dottor Khalil ha ricordato le tappe fondamentali della sua formazione accademica e del suo impegno al servizio del proprio popolo.
«Ho studiato presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna e mi sono laureato nel 1997», ha raccontato. «Nello stesso anno sono rientrato nei campi profughi saharawi, dove ho lavorato come medico nelle diverse wilaya fino al 2004. Successivamente sono tornato in Italia per completare la specializzazione e nel 2009 sono rientrato definitivamente per operare nel reparto di gastroenterologia, dove continuo a svolgere la mia attività ancora oggi».
La testimonianza del medico offre uno spaccato significativo delle trasformazioni vissute dal sistema sanitario saharawi negli ultimi decenni. Rispondendo a una domanda sulle principali difficoltà incontrate nel corso della sua carriera, Khalil Lesiad ha ricordato le condizioni particolarmente complesse in cui operavano le strutture sanitarie nei primi anni.
«All'inizio le risorse materiali erano estremamente limitate e in alcuni casi del tutto assenti», ha spiegato. «Pur disponendo di personale motivato e qualificato, il lavoro quotidiano si svolgeva in condizioni molto difficili. Grazie all'impegno dei professionisti della salute, al sostegno delle istituzioni saharawi e alla solidarietà internazionale, molte di queste difficoltà sono state progressivamente superate».
L'esperienza del dottor Khalil evidenzia il ruolo strategico della formazione universitaria e specialistica all'estero nella costruzione delle competenze professionali necessarie a garantire servizi sanitari qualificati all'interno dei campi profughi. Un modello che, nel corso degli anni, ha consentito a numerosi giovani saharawi di acquisire competenze avanzate e di metterle successivamente al servizio della propria comunità.
Oggi Khalil Lesiad è considerato uno dei principali specialisti saharawi nel campo delle patologie dell'apparato digerente. La targa esposta presso il suo ambulatorio lo identifica come «Specialista in Malattie dell'Apparato Digerente e Diagnostica Endoscopica», titolo che testimonia un percorso professionale costruito tra Italia e Sahara Occidentale e caratterizzato da un costante impegno al servizio della salute pubblica.
La sua storia rappresenta uno dei risultati più significativi degli investimenti nella formazione dei giovani saharawi e dimostra come l'accesso all'istruzione superiore, sostenuto dalla cooperazione internazionale, possa tradursi in un contributo concreto allo sviluppo del sistema sanitario della Repubblica Araba Saharawi Democratica. Un percorso che continua a offrire benefici non solo ai professionisti formati, ma all'intera comunità saharawi.
