Sahara Occidentale, 23 maggio 2026 – Un articolo pubblicato dal sito di informazione saharawi ECSaharaui riporta nuove accuse riguardanti il processo negoziale sul Sahara Occidentale, evidenziando le preoccupazioni di fonti vicine al Fronte Polisario circa il ruolo svolto dal Marocco e da alcuni attori politici statunitensi nel delicato percorso diplomatico volto a trovare una soluzione al conflitto.
Secondo quanto riferito da fonti saharawi citate dal portale, le recenti dichiarazioni dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Marocco, Duke Buchan, rischierebbero di compromettere gli sforzi di mediazione promossi dall'amministrazione del presidente Donald Trump per favorire una ripresa del dialogo tra il Marocco e il Fronte Polisario.
Le stesse fonti sostengono che Rabat sarebbe maggiormente interessata a ottenere vantaggi sul piano comunicativo e diplomatico piuttosto che a perseguire una soluzione negoziata della controversia. In tale contesto, viene criticato il comportamento attribuito all'ambasciatore statunitense, accusato di assumere posizioni considerate favorevoli al Marocco in un momento in cui, secondo gli interlocutori saharawi, sarebbe necessario mantenere equilibrio e imparzialità nel processo diplomatico.
Il richiamo alle posizioni di John Bolton:
L'articolo richiama inoltre le recenti dichiarazioni di John Bolton, figura che ha seguito da vicino il dossier del Sahara Occidentale nel corso della sua carriera diplomatica e politica.
Bolton è noto per aver sostenuto l'attuazione del mandato della MINURSO e per aver più volte espresso critiche nei confronti dello stallo del processo politico. Secondo quanto riportato da ECSaharaui, l'ex consigliere statunitense avrebbe denunciato l'esistenza di attività di lobbying e campagne di comunicazione volte a influenzare la percezione internazionale del conflitto e del Fronte Polisario.
Le fonti saharawi citate nell'articolo condividono tali valutazioni e sostengono che alcune lobby vicine al Marocco starebbero esercitando pressioni negli ambienti politici statunitensi per influenzare il corso dei negoziati.
Le accuse sulle pressioni politiche negli Stati Uniti:
Tra gli elementi evidenziati vi sono anche riferimenti al ruolo del senatore statunitense Ted Cruz, che secondo le fonti interpellate sarebbe stato coinvolto in iniziative politiche percepite come ostili alle posizioni del Fronte Polisario.
Le accuse riportate da ECSaharaui sostengono che tali dinamiche potrebbero contribuire a complicare ulteriormente il già fragile processo negoziale promosso sotto l'egida delle Nazioni Unite, alimentando tensioni tra le parti e rendendo più difficile il raggiungimento di una soluzione condivisa.
Un conflitto ancora senza soluzione definitiva:
Le dichiarazioni raccolte dal portale saharawi si inseriscono in un contesto diplomatico particolarmente delicato, caratterizzato dal perdurare del conflitto nel Sahara Occidentale e dall'assenza di una soluzione politica definitiva.
Secondo le fonti citate, il Marocco starebbe cercando di rafforzare la propria posizione internazionale attraverso una strategia diplomatica e comunicativa che, a loro avviso, non rifletterebbe una reale volontà di compromesso. Le stesse fonti accusano inoltre Rabat di utilizzare il sostegno di alcuni ambienti politici occidentali per consolidare le proprie posizioni sulla questione saharawi.
Le autorità marocchine respingono tradizionalmente tali accuse e sostengono invece il proprio piano di autonomia come base realistica per una soluzione del conflitto. Nel frattempo, il dossier del Sahara Occidentale continua a rappresentare una delle questioni irrisolte più complesse dell'agenda internazionale africana e delle Nazioni Unite, con il processo politico che resta affidato agli sforzi di mediazione internazionale e al lavoro della MINURSO.
