New York, 23 maggio 2026 – Il campo di Gdeim Izik rappresenta uno dei capitoli più significativi della storia contemporanea del popolo saharawi e continua a essere un simbolo della resistenza pacifica contro l’occupazione del Sahara Occidentale. Lo ha affermato il rappresentante del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite e coordinatore con la MINURSO, Sidi Mohamed Omar, in un’intervista rilasciata al quotidiano Al-Ayyam News.
Secondo il diplomatico saharawi, il campo di Gdeim Izik, istituito nell’ottobre del 2010, ha rappresentato una forma innovativa di mobilitazione civile e pacifica attraverso la quale migliaia di saharawi hanno espresso le proprie rivendicazioni sociali, economiche e politiche, riaffermando al contempo l’unità e la determinazione del popolo saharawi.
Nel corso dell’intervista, Sidi Mohamed Omar ha evidenziato il valore simbolico degli attivisti di Gdeim Izik, definendoli un esempio di fermezza e resistenza. Ha inoltre reso omaggio ai prigionieri civili saharawi, alle loro famiglie e ai numerosi attivisti che continuano a operare nei territori occupati del Sahara Occidentale, nel sud del Marocco e nei campus universitari, nonostante le difficoltà e le restrizioni denunciate dalle organizzazioni per i diritti umani.
Le decisioni del Comitato ONU contro la tortura:
Il rappresentante del Fronte Polisario ha commentato anche le recenti decisioni adottate dal Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura, sostenendo che tali pronunce confermerebbero le denunce riguardanti le condizioni dei prigionieri politici saharawi.
Secondo Omar, le conclusioni dell’organismo delle Nazioni Unite metterebbero in evidenza presunti casi di arresti arbitrari, isolamento, torture e maltrattamenti durante gli interrogatori, nonché l’utilizzo di confessioni ottenute sotto coercizione nell’ambito di procedimenti giudiziari.
Le accuse contro il Marocco e il richiamo al diritto internazionale:
Nel suo intervento, il diplomatico saharawi ha rivolto dure critiche al Marocco, accusando Rabat di non rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario. A suo giudizio, il protrarsi del conflitto e della presenza marocchina in parte del Sahara Occidentale sarebbe accompagnato da continue violazioni dei diritti umani e da politiche repressive nei confronti della popolazione saharawi.
Omar ha inoltre richiamato le denunce storicamente avanzate dal Fronte Polisario e da organizzazioni saharawi riguardo a presunte violazioni commesse durante le diverse fasi del conflitto. Tra queste, ha menzionato arresti arbitrari, sparizioni forzate, torture e l’impiego di armamenti vietati dal diritto internazionale contro la popolazione civile.
Gdeim Izik, una questione ancora aperta:
A oltre quindici anni dalla nascita del campo di protesta, Gdeim Izik continua a occupare un posto centrale nella memoria collettiva saharawi e nel dibattito internazionale sulla questione del Sahara Occidentale. Per il Fronte Polisario, l’esperienza del campo resta il simbolo della resistenza civile del popolo saharawi e della sua richiesta di autodeterminazione, mentre la situazione dei detenuti legati agli eventi del 2010 continua a essere oggetto di attenzione da parte di organizzazioni per i diritti umani e organismi internazionali.
Le dichiarazioni del rappresentante saharawi si inseriscono in un contesto di crescente attenzione internazionale sulle condizioni dei prigionieri politici saharawi e sulle questioni relative ai diritti umani nei territori contesi del Sahara Occidentale, tema che continua a occupare un ruolo centrale nell’agenda diplomatica della regione.
