Dublino, 26 maggio 2026 – Il Parlamento irlandese è tornato a discutere la questione del Sahara Occidentale, riaffermando la posizione ufficiale dell’Irlanda a sostegno del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione e del primato del diritto internazionale nella risoluzione del conflitto. La notizie diffusa dalla pagina La Cuestión SH.
Il dibattito si è svolto a seguito di un’iniziativa parlamentare che ha riportato l’attenzione su uno dei dossier di decolonizzazione ancora aperti sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Il dibattito parlamentare: “Una crisi poco visibile”
Nel corso della seduta, il deputato Donnchadh Ó Laoghaire ha definito il Sahara Occidentale una delle crisi di decolonizzazione “meno visibili a livello globale”, sottolineando come il popolo saharawi continui a essere privato della possibilità di esercitare pienamente il proprio diritto a determinare il futuro politico del territorio.
Il parlamentare ha ricordato che la questione è tuttora inserita nel processo di decolonizzazione delle Nazioni Unite e che il referendum previsto nell’ambito del cessate il fuoco del 1991 e della missione MINURSO non è mai stato realizzato.
Ó Laoghaire ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo della Repubblica Araba Saharawi Democratica, riconosciuta dall’Unione Africana e da diversi Paesi, invitando il governo irlandese a mantenere una posizione diplomatica coerente e più incisiva a sostegno del diritto internazionale.
La posizione del governo irlandese:
In risposta al dibattito, il Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e del Commercio, Neale Richmond, ha ribadito che la posizione dell’Irlanda resta invariata.
Dublino continua a sostenere la necessità di una soluzione politica “giusta, duratura e conforme alla Carta delle Nazioni Unite”, confermando il proprio appoggio agli sforzi dell’Inviato Personale del Segretario Generale dell’ONU per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura.
Il governo irlandese ha inoltre ricordato che, secondo la posizione ufficiale delle Nazioni Unite, il Sahara Occidentale è considerato un territorio non autonomo, il che implica che non vi sia alcun riconoscimento della sovranità marocchina sul territorio.
Critiche al protrarsi dello stallo politico:
Nel suo intervento, Ó Laoghaire ha espresso preoccupazione per la mancanza di progressi concreti nel processo negoziale, denunciando il prolungarsi dello status quo e l’assenza dell’attuazione del referendum di autodeterminazione.
Il deputato ha quindi invitato la comunità internazionale e i Paesi che sostengono il diritto internazionale a rafforzare la pressione diplomatica per sbloccare il processo politico, avvertendo del rischio di uno “stallo prolungato” che continua a rinviare una soluzione condivisa.
Una questione ancora aperta nel processo di decolonizzazione:
Il dibattito irlandese si inserisce in un contesto internazionale in cui il Sahara Occidentale rimane uno dei principali dossier irrisolti del processo di decolonizzazione.
Nonostante decenni di iniziative diplomatiche e mediazioni sotto l’egida delle Nazioni Unite, le posizioni delle parti restano distanti: da un lato le richieste di indipendenza e autodeterminazione del popolo saharawi, dall’altro le proposte di autonomia avanzate dal Marocco.
In questo quadro, la posizione dell’Irlanda si conferma saldamente ancorata ai principi del diritto internazionale e al sostegno di una soluzione negoziata che garantisca il diritto del popolo saharawi a decidere liberamente il proprio futuro politico.
