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Dakhla, il CODESA denuncia l’aggressione di un cittadino saharawi e chiede un’inchiesta internazionale urgente

 


Sahara Occidentale, 14 maggio 2026 – La sezione di Dakhla del CODESA ha diffuso il 11 maggio una dura dichiarazione di denuncia in merito alla grave aggressione fisica subita dal cittadino saharawi Ahmed Agriashi, membro della famiglia di Lahbib Agriashi, vittima di sparizione forzata.

Secondo quanto riferito dall’organizzazione per i diritti umani, l’aggressione sarebbe avvenuta il 9 maggio 2026 nel quartiere di El Oum Tounsi, nella città occupata di Dakhla. In base alla testimonianza registrata dalla vittima e raccolta dal CODESA, Ahmed Agriashi sarebbe stato intercettato da tre individui non identificati che viaggiavano a bordo di un veicolo privo di targhe, per poi essere sottoposto a una violenta aggressione fisica.

L’attacco avrebbe provocato ferite a un occhio e a una coscia, oltre alla confisca del telefono cellulare personale della vittima.

Secondo la dichiarazione di Ahmed Agriashi, che al momento dell’aggressione stava svolgendo attività di interprete a supporto di un attivista internazionale in visita presso la famiglia, gli elementi raccolti e le circostanze dell’accaduto farebbero presumere il coinvolgimento di individui collegati agli apparati delle autorità marocchine presenti nel territorio.

La sezione di Dakhla del CODESA considera questo episodio parte di una più ampia politica di intimidazione, sorveglianza, molestie e rappresaglie contro difensori dei diritti umani, attivisti, giornalisti e civili saharawi nei territori occupati del Sahara Occidentale.

Nel comunicato, l’organizzazione sottolinea che tali pratiche rappresenterebbero una grave violazione del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, richiamando in particolare gli obblighi previsti dal Regolamento dell'Aia del 1907 e dalla Quarta Convenzione di Ginevra, che disciplinano la protezione della popolazione civile nei territori sottoposti a occupazione.

Il CODESA ha inoltre affermato che il proseguimento delle aggressioni fisiche e il sistematico targeting dei civili saharawi costituiscono una violazione del principio di protezione delle popolazioni sotto occupazione, oltre a rappresentare un attacco diretto al diritto all’integrità fisica, alla sicurezza personale e alla libertà di svolgere attività di difesa dei diritti umani.

Nella dichiarazione finale, il CODESA:

- condanna con fermezza la grave aggressione subita da Ahmed Agriashi;

- esprime piena solidarietà alla vittima, alla sua famiglia e a tutte le persone colpite da gravi violazioni dei diritti umani nei territori occupati;

- ritiene il Marocco, in qualità di potenza occupante secondo la posizione dell’organizzazione, pienamente responsabile della sicurezza fisica e psicologica della vittima;

- chiede l’apertura immediata di un’inchiesta indipendente, imparziale e trasparente per accertare le responsabilità e perseguire gli autori dell’aggressione;

- lancia un appello urgente alle Nazioni Unite, al Comitato Internazionale della Croce Rossa e alle organizzazioni internazionali per i diritti umani affinché intervengano per garantire la protezione dei civili saharawi nei territori occupati.

La nuova denuncia si inserisce in un contesto di crescente attenzione internazionale sulla situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale, al centro di numerosi appelli da parte di organizzazioni della società civile e organismi regionali africani.

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