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Brahim Ghali scrive all’ONU: Inaccettabile sostenere l’occupazione del Sahara Occidentale

 


Campi profughi saharawi, 11 maggio 2026 – Il presidente della Repubblica Saharawi e segretario generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, ha inviato domenica 10 maggio una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, per denunciare con fermezza le recenti dichiarazioni di alcuni governi che, secondo il messaggio, tentano di alterare la realtà del conflitto nel Sahara Occidentale e di distogliere l’attenzione dalla guerra di aggressione in corso condotta dal Marocco contro il popolo saharawi dal 1975.

Una copia della lettera è stata trasmessa anche al presidente in carica del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, l’ambasciatore Fu Cong, rappresentante permanente della Repubblica Popolare Cinese presso le Nazioni Unite.

Nella sua missiva, Ghali afferma che non può esserci una pace giusta e duratura nella regione senza il rispetto del diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza. Al contrario, secondo il presidente saharawi, ogni tentativo di premiare l’occupazione o di legittimare con mezzi politici un fatto compiuto non farebbe che incoraggiare ulteriormente l’espansionismo marocchino.

La lettera richiama inoltre il contesto storico della questione saharawi, definita dalle Nazioni Unite come un dossier di decolonizzazione, e accusa alcuni governi di contribuire, con prese di posizione ritenute fuorvianti, a rafforzare la permanenza dell’occupazione illegale nel territorio.

Ghali ricorda anche che, dal 13 novembre 2020, il cessate il fuoco del 1991 risulta compromesso a seguito delle azioni delle forze marocchine a Guerguerat, evento che ha segnato, secondo la parte saharawi, l’inizio di una nuova fase di conflitto aperto. La lettera sottolinea inoltre che i rapporti del Segretario generale e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza degli ultimi anni hanno registrato con preoccupazione la rottura del cessate il fuoco.

Nel testo si evidenzia anche la continuità delle violazioni contro i civili nei territori occupati e nei territori liberati, con riferimento a bombardamenti, attacchi con droni e danni contro persone e infrastrutture civili. Tali azioni, sostiene la lettera, configurerebbero gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e, in alcuni casi, crimini di guerra.

Il presidente saharawi critica infine il silenzio di quegli stessi governi che oggi sostengono la posizione marocchina, pur non avendo mai condannato, secondo quanto afferma, le uccisioni di civili e la distruzione di infrastrutture nei territori del Sahara Occidentale.

La lettera si conclude ribadendo che l’unica soluzione giusta e duratura resta quella fondata sul rispetto del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione, in conformità con la legalità internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite.

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