Parigi (Paris), 12 maggio 2026 – L’Association des Amis de la République Arabe Sahraouie Démocratique ha denunciato quella che definisce una “sistematica omissione” della questione del Sahara Occidentale nel dibattito internazionale sull’applicazione del diritto internazionale, sollecitando il pieno rispetto del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza.
In una dichiarazione diffusa oggi dalla capitale francese, l’associazione ha evidenziato come la questione del Sahara Occidentale continui, a suo avviso, a essere trattata con un approccio differente rispetto ad altri processi di decolonizzazione ancora irrisolti, sottolineando la necessità di applicare integralmente le risoluzioni internazionali che prevedono l’esercizio del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.
L’associazione ha ricordato che il Regno del Marocco occupa gran parte del territorio del Sahara Occidentale dal 1976, sostenendo che il processo di decolonizzazione non possa considerarsi concluso senza l’organizzazione di un referendum libero e trasparente che consenta al popolo saharawi di decidere autonomamente il proprio futuro politico.
L’AARASD ha inoltre sottolineato che le United Nations e l’Inviato personale del Segretario Generale per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura, proseguono gli sforzi diplomatici per rilanciare il processo negoziale, ricordando come il Polisario Front abbia costantemente sostenuto soluzioni fondate sul principio della libera scelta del popolo saharawi.
Nel comunicato, l’associazione ha espresso forti critiche nei confronti di alcuni membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, accusandoli di sostenere posizioni favorevoli alla sovranità marocchina sul Sahara Occidentale. In questo contesto, ha inoltre denunciato le recenti visite diplomatiche nella città occupata di Dakhla, considerate come segnali politici che rischiano di compromettere gli sforzi delle Nazioni Unite.
L’organizzazione ha anche manifestato profonda preoccupazione per la posizione ufficiale della Francia, ritenendola in contraddizione con i principi di rispetto del diritto internazionale più volte richiamati dal Presidente francese Emmanuel Macron.
“Il popolo saharawi, rifugiato da cinquant’anni, merita rispetto, giustizia e l’effettiva applicazione del diritto internazionale”, si legge nella dichiarazione, che ribadisce come la difesa dei diritti del popolo saharawi rappresenti, più in generale, la difesa dei diritti di tutti i popoli contro la logica della forza.
Concludendo il proprio appello, l’AARASD ha riaffermato il proprio impegno a sostegno del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza, assicurando che continuerà la propria azione politica e di sensibilizzazione “con la convinzione che la giustizia finirà per prevalere”.
