Campi profughi saharawi, 30 aprile 2026 – I partecipanti internazionali alla 19ª edizione del Festival Internazionale del Cinema del Sahara Occidentale hanno posto l’accento sul ruolo centrale della settima arte nella promozione e nella diffusione della causa saharawi a livello globale.
La direttrice esecutiva del festival, María Carrión, ha evidenziato come questa manifestazione, organizzata annualmente dal 2003 e caratterizzata da un’ampia partecipazione internazionale, rappresenti una piattaforma culturale di rilievo per far conoscere le molteplici dimensioni della questione saharawi e sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale.
L’evento propone un ricco programma di proiezioni e dibattiti che riuniscono registi, produttori ed esperti provenienti da diversi Paesi, contribuendo ad amplificare la visibilità della causa saharawi nello spazio culturale internazionale. In particolare, è stato annunciato un focus dedicato alle opere cinematografiche e artistiche che raccontano la condizione dei giovani saharawi, con la partecipazione di produzioni provenienti anche dai territori occupati, volte a documentare le violazioni subite dalla popolazione.
La produttrice internazionale Sara Bouchalet Lopez ha sottolineato come la sua partecipazione miri a creare connessioni tra la causa saharawi e altre realtà analoghe a livello globale, citando in particolare la questione palestinese come esempio di una situazione segnata da occupazione, espropriazione delle terre e sfollamento delle popolazioni.
La stessa ha inoltre evidenziato la partecipazione di circa 24 Paesi a questa edizione, sottolineando il contributo del festival nel dare voce anche ad altre comunità colpite dallo sfruttamento delle risorse naturali.
Dal canto suo, l’attore mauritano Mohamed Aziz, presente con il film “Tradizioni e costumi comuni” in dialetto hassaniya, ha definito il festival uno spazio privilegiato di scambio culturale e solidarietà tra i popoli, nonché una piattaforma per la difesa dei diritti umani attraverso il linguaggio cinematografico.
La manifestazione, inaugurata martedì con lo slogan “Marciamo verso la nostra terra”, proseguirà fino al 3 maggio, in concomitanza con il Festival regionale della cultura e delle arti popolari, consolidando il ruolo del cinema come veicolo di consapevolezza e impegno internazionale.
