Campi profughi saharawi, 28 febbraio 2026 – Violente tempeste di sabbia accompagnate da forti venti hanno colpito fin dalle prime ore del mattino di venerdì 27 febbraio i campi profughi saharawi, provocando danni materiali significativi a tende, abitazioni e strutture civili, in particolare nella wilaya di Smara.
Secondo le prime informazioni, nella serata di venerdì diversi tetti di case sono crollati a causa dell’intensità delle raffiche. L’entità complessiva dei danni è ancora in fase di valutazione, poiché le condizioni meteorologiche avverse hanno reso difficili le operazioni di monitoraggio e intervento.
Il servizio meteorologico locale ha diramato un bollettino di allerta di livello “arancione”, avvertendo della persistenza di forti venti, talvolta sotto forma di raffiche violente, accompagnati da tempeste di sabbia e da una marcata riduzione della visibilità. Le perturbazioni, iniziate intorno a mezzogiorno di venerdì, dovrebbero protrarsi almeno fino alle 18:00 di sabato.
Le previsioni indicano venti provenienti da nord-est con velocità comprese tra i 60 e i 70 km/h, che potrebbero raggiungere o superare gli 80 km/h nelle raffiche più intense. Le autorità hanno invitato la popolazione alla massima prudenza, in particolare negli spostamenti e nelle attività all’aperto, a causa della scarsa visibilità e del rischio di ulteriori cedimenti strutturali.
Le dense nubi di polvere e sabbia hanno ricoperto vaste aree dei campi, aggravando le già difficili condizioni di vita dei rifugiati. La riduzione della visibilità ha reso pericoloso qualsiasi movimento, mentre le raffiche hanno danneggiato numerose tende e rifugi di fortuna.
Le tempeste di sabbia, fenomeno sempre più frequente anche in relazione ai cambiamenti climatici, rappresentano una minaccia costante per la popolazione saharawi che vive nei campi profughi nel sud-ovest dell’Algeria, dopo l’esodo forzato dal Sahara Occidentale in seguito al conflitto con il Marocco.
In un contesto umanitario già fragile, eventi meteorologici di questa portata contribuiscono ad aggravare le condizioni di vulnerabilità, rendendo urgente il rafforzamento degli interventi di assistenza e delle misure di prevenzione per proteggere la popolazione civile.
