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Siviglia rafferma il debito storico della Spagna con il popolo Saharawi



Mairena del Alcor (Siviglia), 25 novembre 2025 – Il comune sivigliano di Mairena del Alcor ha ospitato il 22 novembre l'”Incontro dei Comuni della Provincia di Siviglia in Solidarietà con il Popolo Saharawi”, un evento cruciale che ha consolidato il sostegno a livello municipale per la causa del Sahara Occidentale. L'iniziativa, che ha riunito esponenti politici, attivisti e delegati saharawi, non solo ha commemorato il 50° anniversario dell'invasione marocchina del territorio, ma ha anche messo in risalto il ruolo vitale delle amministrazioni locali spagnole nel sostenere politicamente e umanitariamente il popolo saharawi. L'incontro ha ribadito che il municipalismo è lo strumento fondamentale per saldare il "debito storico" che la Spagna, l'ex potenza coloniale, ha contratto a seguito dell'abbandono del Sahara Occidentale nel 1975, in conseguenza degli illegali Accordi di Madrid.

Un fronte comune per l'autodeterminazione;

L'evento, organizzato congiuntamente dall'Associazione degli Amici del Popolo Sahrawi di Mairena e El Viso del Alcor (ALFARHA), dall'Associazione di Amicizia con il Popolo Sahrawi di Siviglia (AAPSS) e dal Consiglio Comunale, si è tenuto presso la Villa del Sapere e delle Arti.

Il sindaco di Mairena del Alcor, Juanma López, ha aperto l'incontro sottolineando l'urgenza di una soluzione immediata al processo di decolonizzazione, auspicando che "un giorno possiamo riunirci in un Sahara libero". Al suo intervento hanno fatto seguito quelli di Fernando Peraita, presidente dell'AAPSS-Siviglia, e Julio Sánchez, presidente di ALFARHA, che ha espresso profonda gratitudine ai Consigli Comunali per il loro supporto e ha lodato i sacrifici delle famiglie coinvolte in programmi essenziali come "Vacanze in Pace".

Il delegato del Fronte Polisario in Andalusia, Mohamed Salem Daha, ha trasmesso un messaggio di ringraziamento a tutte le istituzioni coinvolte e ha riaffermato l'incrollabile resilienza del popolo saharawi nella sua lotta per l'affermazione delle sue legittime richieste.

Analisi giuridica, politica e umanitaria:

La sessione mattutina si è concentrata sullo stato attuale del processo di decolonizzazione, con una serie di relatori che hanno esplorato gli aspetti giuridici, politici e umanitari della questione. È emersa con forza la tesi che l'azione a livello municipale è essenziale per mantenere viva la causa e onorare il debito storico spagnolo.

Abdulah Arabi, rappresentante del Fronte Polisario in Spagna, ha ripercorso i cinque decenni di occupazione, esilio e resistenza del popolo saharawi in condizioni estreme. Ha categoricamente definito il Sahara Occidentale come una questione di diritti umani, giustizia internazionale e aiuti umanitari. Arabi ha criticato la decolonizzazione incompleta della Spagna, respingendo le proposte illegali di autonomia imposte senza il referendum saharawi e insistendo sull'autodeterminazione come unica opzione scelta dal popolo. Ha anche evidenziato come i programmi di solidarietà, in particolare "Vacanze in Pace", siano diventati un pilastro della solidarietà, spesso sotto attacco da parte del Marocco.

Carmelo Barrio, membro del Parlamento per il Partito Popolare e coordinatore degli intergruppi regionali di sostegno, è intervenuto in videoconferenza, sostenendo che il diritto internazionale è il "miglior alleato" del popolo saharawi. Barrio ha criticato le pressioni marocchine e ha chiesto che il Sahara Occidentale sia riconosciuto come un "debito interno" della Spagna, non solo una questione di politica estera, a causa della decolonizzazione incompiuta.

L'analisi giuridica è stata approfondita da Juan Carlos Gómez Justo, avvocato ed esperto di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE). Gómez Justo ha analizzato lo sfruttamento illegale delle risorse, citando la sentenza della CGUE del 2024 che ha annullato gli accordi con il Marocco. L'esperto ha ribadito che il diritto all'autodeterminazione e la sovranità permanente sulle risorse appartengono esclusivamente al popolo saharawi, in linea con i principi fondamentali delle Nazioni Unite.

Infine, Tesh Sidi, parlamentare saharawi del Gruppo Sumar al Congresso, ha portato la sua testimonianza personale, criticando il silenzio sull'occupazione marocchina e l'ambiguità della posizione spagnola post-transizione. Sidi ha esaltato il ruolo solidale delle amministrazioni locali e ha chiesto maggiore sensibilizzazione tra le giovani generazioni. Ha respinto la rassegnazione verso autonomie imposte senza referendum, esortando all'ottimismo e alla solidarietà continua.

Il potere della base: Azioni concrete dei Comuni;

A ulteriore dimostrazione dell'impegno, un video di 10 minuti ha presentato i progetti specifici realizzati dai comuni di Siviglia nei campi profughi, focalizzati sul miglioramento delle infrastrutture educative e sanitarie.

Un forum aperto ha permesso ai rappresentanti comunali di condividere le loro azioni:

- Approvazione di mozioni plenarie a sostegno dell'autodeterminazione.

Visite ufficiali ai campi profughi.

- Progetti finanziati dalla Giunta Provinciale di Siviglia.

- Campagne di punta come "Vacanze in Pace" e la "Carovana per la Pace" per l'invio di aiuti umanitari.

La giornata ha sottolineato il potere della diplomazia di base (grassroots diplomacy). In Spagna, la solidarietà con il Sahara Occidentale è stata storicamente trainata dalla società civile e dalle istituzioni locali, spesso in contrasto con le politiche statali ambigue. I comuni si confermano, quindi, attori chiave nell'assunzione di responsabilità per il tragico abbandono coloniale del 1975.

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