Algeri, 19 novembre 2025 – Una vittoria per la legalità internazionale e una riconferma dei principi inalienabili di autodeterminazione. Così il Ministro degli Affari Esteri algerino, Ahmed Attaf, ha descritto l'adozione della Risoluzione 2797 (2025) da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso il Ministero ad Algeri, Attaf ha offerto una lettura dettagliata del documento ONU, sottolineando come esso preservi "tutte le costanti relative alla risoluzione della questione del Sahara occidentale", respingendo i tentativi di imporre soluzioni unilaterali.
I quattro pilastri della Risoluzione 2797:
Secondo il capo della diplomazia algerina, la nuova risoluzione non si limita a mantenere lo status quo, ma offre al Fronte Polisario una piattaforma solida, radicata nella legalità internazionale, per difendere la propria posizione. Attaf ha sintetizzato i successi diplomatici in quattro punti chiave:
- Rinnovo del mandato MINURSO: La risoluzione proroga per un anno la missione ONU, ribadendo, in conformità con il paragrafo operativo 1, che il suo scopo primario resta l'organizzazione del referendum di autodeterminazione, come indicato esplicitamente dalla denominazione stessa della missione.
- Fine dell'esclusività del piano marocchino: Un punto di svolta, secondo Attaf, è il superamento della proposta di "autonomia" del Marocco come unica base negoziale. Il paragrafo operativo 3 apre la strada al Fronte Polisario per presentare le proprie visioni e controproposte, bilanciando il tavolo delle trattative.
- Nessun esito predeterminato: Il Consiglio di Sicurezza ha evitato di fissare a priori la natura della soluzione finale. Tutto è rimandato all'accordo diretto tra le due parti in conflitto — il Regno del Marocco e il Fronte Polisario — senza imposizioni esterne.
- Garanzia dell'Autodeterminazione: Il testo blinda il diritto del popolo saharawi a decidere il proprio destino. Questo principio è sancito esplicitamente sia nel preambolo (paragrafo 3) che nella parte operativa della risoluzione.
Il commento del Ministro:
"La risoluzione ha ottenuto importanti risultati che consentono al Fronte Polisario di difendere la propria posizione con una forza saldamente radicata nella legalità internazionale, preservando i principi di una soluzione giusta, duratura e definitiva."
Negoziati diretti e propaganda:
L'analisi di Algeri evidenzia come la cornice ONU rimanga l'unica via percorribile. Attaf ha ribadito la necessità di negoziati diretti tra Marocco e Fronte Polisario, respingendo le narrative che vorrebbero il dossier "chiuso" o "risolto".
Il Ministro ha definito tali affermazioni come parte di una ricorrente campagna di propaganda, che si intensifica ogni volta che la questione torna all'attenzione del Consiglio di Sicurezza. La realtà diplomatica, ha sottolineato, è che il processo politico resta sotto la stretta supervisione delle Nazioni Unite e non può discostarsi da tale quadro.
La sicurezza regionale come priorità condivisa:
In conclusione, Attaf ha collegato l'impegno dell'Algeria per il Sahara Occidentale alla più ampia stabilità del Nord Africa e del Sahel. L'Algeria si dichiara pronta a sostenere qualsiasi iniziativa di mediazione, purché rispetti la forma e la sostanza delle risoluzioni ONU.
La visione di Algeri trascende l'interesse nazionale immediato, abbracciando una prospettiva di sicurezza collettiva:
"L'Algeria non ha mai considerato la propria sicurezza e stabilità da una prospettiva unilaterale, isolazionista o egoistica. Al contrario, la sua visione è globale e include tutti i suoi fratelli, in particolare nella regione del Sahel-Sahara."
