Parigi, 5 novembre 2025 – L'Associazione francese degli Amici della Repubblica Araba Saharawi Democratica (AARASD) ha espresso il suo vivo stupore e la sua preoccupazione riguardo all'interpretazione data da Marocco e alcuni media occidentali della recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Sahara Occidentale, adottata lo scorso 31 ottobre.
In un comunicato pubblicato martedì 4 novembre a Parigi, l'AARASD ha definito tale lettura come "errata" e "trionfalistica", ritenendo che essa miri a presentare il testo come una "vittoria diplomatica marocchina" e, soprattutto, a "far dimenticare il diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione".
Il contesto giuridico internazionale rimane saldo:
L'organizzazione, che intrattiene relazioni costanti con il Fronte Polisario – legittimo rappresentante del popolo saharawi riconosciuto dalle Nazioni Unite – ha sottolineato come la risoluzione, pur presentando alcune carenze, "non rimetta in discussione il quadro giuridico internazionale" della questione. L'AARASD ribadisce che il Sahara Occidentale rimane "un territorio non autonomo sotto la responsabilità delle Nazioni Unite".
Nel merito del testo, l'associazione ha evidenziato come esso "estenda di un anno il mandato della MINURSO" e "riaffermi i principi della Carta delle Nazioni Unite, in particolare quello dell'autodeterminazione".
Preoccupazione per l'introduzione della proposta marocchina:
Tuttavia, il comunicato non ha mancato di esprimere un serio avvertimento. L'AARASD ritiene che "l'introduzione della proposta di autonomia marocchina come base per i negoziati costituisca uno sviluppo preoccupante". Secondo l'associazione, questo elemento rischia di "rafforzare l'occupazione illegale del territorio da parte del Marocco", distogliendo l'attenzione dalla necessità di un voto libero e giusto.
Impegnata a sostenere la causa saharawi fin dal 1976, l'Associazione degli Amici della RASD ha concluso annunciando che "continuerà e rafforzerà le sue azioni di solidarietà" con il popolo saharawi, riaffermando che solo "la tenuta di un referendum libero e giusto garantirà l'esercizio del diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza".

