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La Slovenia riafferma il diritto all'autodeterminazione per il Sahara Occidentale, nonostante le riserve sulla Risoluzione MINURSO



New York (Nazioni Unite), 3 novembre 2025 La Slovenia ha votato a favore del rinnovo del mandato della Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (MINURSO), ma ha accompagnato il proprio voto con una dichiarazione vigorosa che riafferma il diritto inalienabile all'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale.

L'ambasciatore Samuel Žbogar, rappresentante permanente della Slovenia presso le Nazioni Unite, intervenendo dopo l'adozione della risoluzione da parte del Consiglio di Sicurezza, ha sottolineato che il diritto all'autodeterminazione è un principio fondamentale della Carta delle Nazioni Unite.

Il Diritto Fondamentale non Può Essere Negato:

"Il diritto all'autodeterminazione, in parole povere 'la libertà di scegliere per sé stessi', è sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. È un diritto che non può essere tolto a nessun popolo, né dal Consiglio di Sicurezza, né dagli Stati membri," ha dichiarato l'Ambasciatore Žbogar.

La delegazione slovena ha accolto con favore il fatto che questo diritto sia "chiaramente riconosciuto e garantito" nella risoluzione adottata, ma ha voluto precisare la sua posizione in merito alla questione della sovranità. "Siamo inoltre chiari nel non interpretare il testo adottato oggi come una decisione in merito alla questione della sovranità. La mia delegazione continua a considerare il Sahara Occidentale un 'territorio non autonomo'," ha specificato Žbogar, mantenendo ferma la posizione in linea con il diritto internazionale.

Sostegno a MINURSO e Critica al Processo:

La decisione di votare a favore della risoluzione è stata motivata dal "fermo sostegno alla MINURSO e al ruolo delle Nazioni Unite". La Slovenia considera la missione come una "presenza fondamentale di stabilizzazione e monitoraggio" nella regione.

Nonostante il voto favorevole, la Slovenia ha sollevato preoccupazioni significative riguardo al processo che ha portato all'adozione della risoluzione, lamentando una mancanza di pieno consenso e un'eccessiva influenza. L'ambasciatore Žbogar ha espresso rammarico per l'assenza di maggiore inclusività nelle consultazioni.

"Avevamo sperato che questo rinnovo potesse raggiungere un consenso, predisponendo così i colloqui futuri per il miglior successo possibile. [...] Sebbene non si sia ancora giunti a un'adozione consensuale, auspichiamo vivamente che si possano comunque compiere progressi sul fronte politico."

Appello al Dialogo Paritario:

In vista dell'avvicinarsi del cinquantesimo anniversario del conflitto, la Slovenia ha enfatizzato l'urgenza di una soluzione "giusta, duratura e reciprocamente accettabile", sollecitando consultazioni tra le parti su un piano di parità.

La delegazione ha ribadito il suo pieno sostegno all'Inviato Personale del Segretario Generale, Staffan de Mistura, al Rappresentante Speciale Ivanko e a tutti gli attori impegnati a far progredire le discussioni. L'obiettivo rimane il raggiungimento di una pace, stabilità e prosperità durature nella regione, attraverso un dialogo politico in buona fede che rispetti i diritti del popolo saharawi.

Con questa dichiarazione di voto, la Slovenia ha chiaramente posizionato il diritto all'autodeterminazione e il rispetto della sovranità del popolo saharawi al centro di qualsiasi soluzione futura per il Sahara Occidentale.

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