Berlino (Germania), 18 novembre 2025 – Continuano per la terza settimana consecutiva, in diverse città tedesche, le Settimane di solidarietà con la resistenza saharawi, organizzate in occasione del cinquantesimo anniversario dell’invasione militare marocchina del Sahara Occidentale.
L’ampia partecipazione di associazioni culturali, organizzazioni per i diritti umani e realtà della società civile tedesca conferma una crescente consapevolezza internazionale sulla legittimità della causa saharawi e sulla necessità urgente di completare il processo di decolonizzazione interrotto nel 1975.
Berlino: Seminari, proiezioni e testimonianze storiche
A Berlino, la Galleria Maggio ha ospitato il seminario “La Marcia Verde: cinquant’anni di occupazione militare marocchina”, organizzato in collaborazione con l’Ufficio di rappresentanza del Fronte Polisario in Germania.
Relatori ed esperti hanno ricostruito i retroscena dell’invasione marocchina, analizzando il ruolo della comunità internazionale e le responsabilità politiche che hanno portato allo sfollamento di decine di migliaia di saharawi.
Il ricercatore tedesco Jörg Tischen ha presentato testimonianze storiche inedite, offrendo nuovi elementi interpretativi sugli eventi del 1975.
Nel quartiere di Neukölln, la Sala Spora ha proiettato il film Phosphite del regista saharawi Mohamed Souleiman, un’opera intensa che affronta temi centrali come lo sfollamento, il saccheggio delle risorse naturali e l’erosione degli stili di vita tradizionali. Il film mette al centro la capacità del popolo saharawi di rinnovare continuamente la propria resistenza culturale e politica.
Cultura e resistenza: Viding, Lipsia e Colonia
A Viding, una sessione di lettura della rivista WIDERWORTE ha esplorato il ruolo dell’istruzione come strumento di resistenza nei territori occupati e nei campi profughi. All’incontro hanno partecipato membri della comunità saharawi e redattori della rivista, che pubblica contributi di scrittori provenienti dai campi di Tindouf.
A Lipsia, le scuole VHS hanno inaugurato la mostra itinerante “Sahara Occidentale – Una prospettiva postcoloniale”, che presenta fotografie, testimonianze e materiali che documentano la persistenza delle strutture coloniali marocchine e le loro conseguenze sui diritti umani e sulle risorse naturali. La mostra include anche workshop su ONU e giurisprudenza europea.
A Colonia, invece, è stato presentato il libro Basta aspettare, un racconto documentario che descrive viaggi nei campi profughi e analizza la storia dell’occupazione marocchina, approfondendo la condizione dei rifugiati che da decenni attendono l’applicazione del diritto internazionale.
Cinema e accademia: Görlitz, Francoforte e Tubinga
Eventi significativi si sono svolti anche in altre città tedesche:
- Görlitz e Francoforte hanno ospitato le proiezioni dei film Abyat: Donne saharawi in prima linea e Tre telecamere rubate, che offrono uno sguardo umano, politico e intellettuale sulla lotta del popolo saharawi.
- A Tubinga, il professor Jan Sand ha tenuto una conferenza sugli ostacoli alla decolonizzazione del Sahara Occidentale e sul ruolo complice dell’Unione Europea nel mantenimento dello status quo.
Mobilitazioni pubbliche: Heidelberg e altre città
A Heidelberg, il collettivo Endesement ha organizzato una manifestazione in piazza Bismarck per ribadire il sostegno al diritto del popolo saharawi alla libertà e all’autodeterminazione.
In varie città tedesche proseguono dibattiti, conferenze, dialoghi pubblici, veglie di protesta, mostre fotografiche e attività culturali che contribuiscono ad ampliare la conoscenza della causa saharawi tra cittadini e residenti.
Una mobilitazione diffusa per la giustizia:
Le Settimane di solidarietà, iniziate due settimane fa in tutta la Germania, stanno offrendo uno spazio fondamentale per riflettere sulla storia del Sahara Occidentale, sulle responsabilità politiche internazionali e sulla resilienza di un popolo che da mezzo secolo rivendica il diritto all’autodeterminazione.
Un calendario ricco, partecipato e diffuso, che conferma come la causa saharawi continui a trovare eco e sostegno nella società civile europea.


