Bologna, 2 agosto 2025 – Una giornata densa di significato si è svolta il 31 luglio presso la sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, dove una trentina di Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi è stata accolta ufficialmente dalle istituzioni regionali. L’evento ha rappresentato un forte gesto simbolico e concreto di solidarietà e cooperazione internazionale a sostegno della causa del popolo Saharawi.
Ad accogliere i bambini, ospitati da famiglie emiliano-romagnole grazie all’impegno delle associazioni Kabara Lagdaf, El Ouali, Jaima Sahrawi e Help for Children Parma, sono stati il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, la vicepresidente Barbara Lori, e Luca Rizzo Nervo, in rappresentanza del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, con delega all'integrazione e all'immigrazione.
Un legame che dura da quasi trent’anni:
L’incontro ha evidenziato i quasi trent’anni di impegno costante della Regione Emilia-Romagna a fianco del popolo Saharawi. Dal 1996, infatti, la Regione è ufficialmente gemellata con la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), sostenendo progetti umanitari, sanitari e formativi nei campi profughi.
Durante l’incontro, il presidente Fabbri ha annunciato la ricostituzione dell’intergruppo Saharawi tra i consiglieri dell’Assemblea legislativa, mentre la vicepresidente Lori ha ricordato le tante missioni già realizzate nei campi profughi:
“La Regione Emilia-Romagna sostiene da decenni la causa saharawi. Abbiamo toccato con mano i risultati ottenuti attraverso i nostri progetti e quelli dei Comuni e delle associazioni. Oggi è una giornata di gioia perché accogliamo questi bambini, simbolo di speranza e di futuro".
Verso una nuova missione nei campi profughi:
A confermare l’impegno istituzionale è stato anche Luca Rizzo Nervo, che ha annunciato l’intenzione della Giunta regionale di organizzare una missione istituzionale nei campi profughi saharawi, a cui parteciperà anche una delegazione dell’Assemblea legislativa. Un passo significativo per rafforzare la cooperazione già esistente e promuovere nuove forme di supporto concreto.
Presente all’incontro anche Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia, che ha espresso gratitudine per la vicinanza della Regione, dei Comuni e delle associazioni:
“L’Emilia-Romagna rappresenta un esempio di cooperazione e solidarietà. Il vostro sostegno è fondamentale per dare voce a un popolo che lotta da decenni per la propria autodeterminazione.”
Volti sorridenti, bandiere e vestiti tradizionali:
L’incontro è stato impreziosito dalla presenza delle bandiere Saharawi e dai colori vivaci degli abiti tradizionali dei bambini, simbolo dell’identità di un popolo senza terra che continua a lottare per i propri diritti. I rappresentanti delle associazioni di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna hanno accompagnato i piccoli ambasciatori, testimonianza vivente di una solidarietà che unisce la società civile alle istituzioni. L'incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti della ONG CISP, attiva nei campi profughi saharawi, Taleb Brahim agronomo saharawi.
Una Regione ponte di pace:
Quella del 31 luglio è stata una giornata speciale, che rafforza il ruolo dell’Emilia-Romagna come ponte di pace e solidarietà internazionale. La presenza dei Piccoli Ambasciatori di Pace non solo ha portato un messaggio di fratellanza, ma ha rinnovato l’impegno di un intero territorio a non dimenticare la causa del popolo saharawi.
Con la prossima missione nei campi, la Regione riafferma che la cooperazione non è solo un valore, ma un’azione concreta, vissuta ogni giorno attraverso l’accoglienza, il gemellaggio, e il sostegno alla lotta per la libertà e la giustizia.
