Londra, 31 luglio 2025 – Il Western Sahara Resource Watch (WSRW) ha lanciato un forte monito all’Unione Europea, mettendola in guardia da qualsiasi tentativo di aggirare le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), che hanno invalidato in via definitiva due accordi di libero scambio tra UE e Marocco riguardanti i settori della pesca e dell’agricoltura, estesi illegalmente al territorio occupato del Sahara Occidentale.
“Le istituzioni europee si trovano ora di fronte a un bivio: possono scegliere di difendere lo stato di diritto oppure favorire pratiche che lo sfidano apertamente”, ha dichiarato Sara Eyckmans, portavoce del WSRW. “Le loro azioni riveleranno non solo la posizione dell’UE sui diritti del popolo saharawi, ma anche sul rispetto del proprio sistema giudiziario”.
Il 4 ottobre 2024, la CGUE ha annullato due accordi UE-Marocco siglati nel 2019, stabilendo che essi violano i principi fondamentali del diritto internazionale, in quanto applicati al Sahara Occidentale senza il consenso del suo popolo. In particolare, la Corte ha riconosciuto che tali accordi ignorano il diritto all'autodeterminazione e violano il principio dell’effetto relativo dei trattati, secondo cui un accordo internazionale non può produrre effetti giuridici su terzi senza il loro consenso.
La sentenza ha previsto una proroga di dodici mesi per l’accordo sui prodotti agricoli, concedendo tempo all’UE per adattarsi alla decisione. Tuttavia, secondo quanto riportato dal WSRW, in questi mesi si sarebbero intensificati contatti riservati tra Bruxelles e Rabat per individuare soluzioni alternative in grado di aggirare il divieto imposto dalla Corte.
“Dietro le quinte si stanno svolgendo negoziati segreti con l’obiettivo di trovare una via politica per eludere le sentenze”, ha denunciato il WSRW. La ONG ha citato fonti internazionali secondo cui funzionari europei e marocchini starebbero esplorando “zone grigie legali” e valutando nuovi “meccanismi finanziari” per ottenere un “consenso presunto” del popolo saharawi – un’ipotesi che però appare priva di fondamento giuridico.
Il WSRW sottolinea che le sentenze della Corte non si limitano alla redistribuzione dei benefici economici, ma impongono il rispetto pieno del diritto all’autodeterminazione. “Ciò implicherebbe, ad esempio, che il Marocco riconosca il Sahara Occidentale come territorio separato e distinto, su cui non può esercitare sovranità”, precisa l’ONG. “Una prospettiva che Rabat ha sempre rigettato”.
Infine, l’osservatorio ricorda che qualsiasi nuovo tentativo dell’UE di includere il Sahara Occidentale in accordi con il Marocco potrebbe essere nuovamente impugnato dal Fronte Polisario, riconosciuto dalla CGUE come legittimo rappresentante del popolo saharawi.
Il WSRW invita dunque l’Unione Europea a non compromettere la propria integrità giuridica e a rispettare le sentenze vincolanti della sua stessa Corte, riaffermando il diritto internazionale e la legittima autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale.
