Santiago del Cile (Cile), 20 maggio 2025 - La Piattaforma delle organizzazioni latinoamericane e caraibiche ha emesso una ferma mozione a conclusione del suo seminario internazionale, tenutosi a Santiago del Cile dal 14 al 16 maggio 2025, con un pressante appello per l'accelerazione del processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale e un deciso sostegno al diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione.
Il seminario internazionale, intitolato "Dalle rovine dell'ordine globale verso la costruzione di un mondo più giusto", ha visto la partecipazione di numerose organizzazioni regionali che hanno focalizzato la loro attenzione sull'annosa questione del Sahara Occidentale, l'ultima colonia del continente africano, occupata militarmente dal Marocco da cinquant'anni.
La mozione approvata dalla Piattaforma ripercorre la storia del Sahara Occidentale come territorio non autonomo sotto la supervisione del Comitato speciale delle Nazioni Unite per la decolonizzazione sin dal 1963, in linea con la risoluzione 1514 (XV) dell'Assemblea generale dell'ONU. Viene sottolineata con forza la persistente occupazione illegale del territorio da parte del Marocco come una chiara violazione dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, dell'Atto costitutivo dell'Unione Africana e delle norme cogenti del diritto internazionale, in primis il divieto di acquisizione territoriale con la forza.
La mozione richiama inoltre il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 16 ottobre 1975, che ha negato l'esistenza di legami di sovranità tra il Sahara Occidentale e il Marocco prima della colonizzazione spagnola. In linea con questo pronunciamento, la Piattaforma evidenzia come l'ONU, l'UA e l'Unione Europea non abbiano mai riconosciuto l'annessione del Sahara Occidentale da parte del Marocco, posizione corroborata dalle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, che confermano lo status "separato e distinto" del territorio e la mancanza di sovranità marocchina. La mozione ricorda inoltre come la presenza del Marocco nel Sahara Occidentale sia stata "deplorata" dal Consiglio di Sicurezza e definita "occupazione continuata" dall'Assemblea generale in diverse risoluzioni.
La Piattaforma esprime profonda preoccupazione per la situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale, definendola qualitativamente più grave rispetto al contesto marocchino, in quanto perpetrata da una potenza occupante su un territorio in attesa di decolonizzazione. Viene sottolineato come il diritto internazionale e la prassi degli Stati membri non riconoscano la sovranità del Marocco sul territorio.
La mozione adottata dalla Piattaforma delle Organizzazioni dell'America Latina e dei Caraibi articola una serie di richieste specifiche:
- Sostegno inequivocabile a una risoluzione del conflitto nel Sahara Occidentale che si inquadri nel processo di decolonizzazione sancito dalle risoluzioni delle Nazioni Unite, garantendo il pieno esercizio del diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza del popolo saharawi.
- Categorica opposizione al piano proposto dal Regno del Marocco per il Sahara Occidentale, in quanto ritenuto non conforme al diritto internazionale vigente.
- Fermissima condanna delle sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime marocchino contro la popolazione civile saharawi nei territori occupati.
- Adesione convinta alla campagna internazionale per la liberazione dei prigionieri politici saharawi detenuti dal regime di occupazione marocchino, con una pressante richiesta per il loro rilascio immediato e incondizionato.
- Richiesta imperativa per la cessazione immediata del saccheggio delle risorse naturali del Sahara Occidentale.
- Solido e incondizionato sostegno al Fronte Polisario, riconosciuto come unico e legittimo rappresentante del popolo saharawi.
La mozione, datata 16 maggio 2025 a Santiago del Cile, rappresenta un importante segnale di solidarietà da parte delle organizzazioni latinoamericane e caraibiche nei confronti della lotta del popolo saharawi per la sua autodeterminazione e indipendenza, rafforzando la pressione internazionale per una soluzione giusta e duratura del conflitto.
