Nel pomeriggio e nella notte del 16 novembre, gli arresti, i pestaggi, le perquisizioni dei gruppi militari e paramilitari in tutte le città del Sahara occidentale occupato.
Alle 20:00, agenti marocchini in abiti civili hanno picchiato l'attivista saharawi Saíd Hadad con bastoni nel quaritiere di Av. Smara nella città occupata di Laayoune.
Hadad è una persona con bisogni speciali e chiede semplicemente in modo non violento l'attuazione del referendum concordato nel 1991 e il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione e la fine dell'occupazione illegale marocchina.
Anche nella città di Dakhla ci sono state manifestazioni che sono state disperse con la forza e seguite da perquisizioni casa per casa e rapimenti.
E' stata vietata qualsiasi tipo di registrazione è fatta principalmente da giornalisti clandestini e dalla popolazione saharawi. Niente telecamere, utilizzo di telefoni cellulari e sempre nascosti. La polizia e l'esercito cercano attivamente tutti coloro che cercano di rompere il silenzio dei media.
La MINURSO (Missione delle Nazioni Unite) resta in completo silenzio e senza proteggere la popolazione saharawi né denunciare la situazione.
La popolazione saharawi è sotto assedio militare ed è indifesa contro l'arbitrio e le violazioni dei diritti fondamentali, molteplici appelli sono stati rivolti al Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, al Consiglio di Sicurezza, all'Alto Commissario per i Diritti Umani, Michele Bachelet e la Croce Rossa Internazionale senza alcuna azione da parte di nessuno.
Ancora una volta, la Convenzione di Ginevra e il diritto internazionale umanitario sembrano non essere applicabili ai saharawi.
