Madrid, 21 luglio 2026 – Il Gruppo Plurinazionale Sumar ha annunciato la richiesta di un dibattito urgente presso la Commissione Affari Esteri del Congresso dei Deputati sulla situazione dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine, denunciando condizioni di detenzione definite «inumane» e incompatibili con il rispetto dei diritti fondamentali.
L'iniziativa è stata resa nota lunedì 20 luglio dal deputato Enrique Santiago, portavoce parlamentare di Izquierda Unida (IU) all'interno di Sumar, durante la manifestazione organizzata dal Movimento per i Prigionieri Politici Saharawi (MPPS), che da oltre cinque anni si svolge ogni lunedì davanti al Ministero degli Affari Esteri spagnolo, in Plaza de la Provincia a Madrid, per chiedere un maggiore coinvolgimento del Governo spagnolo nella tutela dei detenuti saharawi.
Nel suo intervento, Santiago ha denunciato che i prigionieri politici saharawi sarebbero sottoposti a «condizioni disumane, crudeli e degradanti», che, a suo avviso, violano gli standard internazionali in materia di diritti umani. Il deputato ha inoltre espresso forte preoccupazione per la sorte dell'attivista saharawi Naâma Asfari, detenuto nel carcere centrale di Kenitra, in sciopero della fame da 43 giorni e, secondo quanto riferito da organizzazioni saharawi per i diritti umani, senza contatti con la famiglia dalla scorsa settimana.
Alla manifestazione ha preso parte anche Abdulah Arabi, rappresentante del Fronte Polisario in Spagna, che ha ribadito la necessità di un intervento internazionale per garantire il rispetto dei diritti dei prigionieri politici saharawi.
Nel corso del suo intervento, Enrique Santiago ha ricordato che il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha già stabilito che la detenzione di diversi prigionieri politici saharawi è incompatibile con il diritto internazionale, chiedendone il rilascio.
Il parlamentare ha quindi sollecitato un'azione «decisa e concreta» da parte del Governo spagnolo e del ministro degli Affari Esteri José Manuel Albares, affinché Madrid assuma un ruolo più attivo nella tutela dei diritti umani nel Sahara Occidentale e sostenga il rispetto del diritto internazionale, incluso il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione.
La richiesta di Sumar si inserisce nel crescente numero di appelli lanciati da organizzazioni per i diritti umani, associazioni di solidarietà e rappresentanti politici internazionali, che nelle ultime settimane hanno espresso crescente preoccupazione per il deterioramento delle condizioni di salute dei prigionieri politici saharawi e, in particolare, per la situazione di Naâma Asfari.
