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Naâma Asfari, cresce l'allarme internazionale: la famiglia perde i contatti con il difensore saharawi al 40° giorno di sciopero della fame



Sahara occidentale, 18 luglio 2026 – Si intensifica la mobilitazione internazionale per il prigioniero politico saharawi e difensore dei diritti umani Naâma Asfari, mentre aumenta la preoccupazione per il rapido deterioramento delle sue condizioni di salute. Al quarantesimo giorno di sciopero della fame a tempo indeterminato, la famiglia denuncia di aver perso ogni contatto con lui da diversi giorni e teme seriamente per la sua vita.

Secondo quanto reso noto dai familiari, da lunedì non è più stato possibile comunicare con Asfari, detenuto nel carcere di Kenitra, in Marocco. L'interruzione improvvisa dei contatti alimenta il timore che le sue condizioni siano ulteriormente peggiorate, in un momento in cui il difensore saharawi avrebbe già perso circa dieci chilogrammi dall'inizio della protesta, avviata l'8 giugno.

La famiglia ricorda che lo sciopero della fame rappresenta un'estrema forma di protesta contro il mancato rispetto delle decisioni degli organismi delle Nazioni Unite. Tra queste figurano la decisione del Comitato ONU contro la Tortura (CAT/C/69/D/606/2014) e il parere del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria (WGAD n. 23/2023), che chiedono al Marocco il rilascio immediato di Naâma Asfari, un adeguato risarcimento per le violazioni subite e il rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti umani.

I familiari ritengono pienamente responsabili le autorità marocchine, in particolare la Delegazione Generale per l'Amministrazione Penitenziaria e il Reinserimento, di qualsiasi ulteriore peggioramento delle condizioni di salute del detenuto e delle eventuali conseguenze sulla sua integrità fisica o sulla sua vita.

La famiglia chiede inoltre che vengano rese immediatamente note le condizioni di salute del prigioniero, che gli sia consentito di comunicare senza restrizioni con i propri familiari e con i legali e che siano finalmente applicate le decisioni degli organismi delle Nazioni Unite che ne hanno richiesto il rilascio.

Contestualmente è stato lanciato un appello urgente all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ai Relatori Speciali ONU, agli organismi internazionali competenti e alle organizzazioni per i diritti umani affinché intervengano con urgenza per proteggere la vita di Naâma Asfari.

L'ELDH: «Rilasciarlo immediatamente e garantire cure indipendenti»

Da Berlino, l'Associazione Europea degli Avvocati per la Democrazia e i Diritti Umani (ELDH) ha espresso profonda preoccupazione per le condizioni critiche del difensore saharawi, chiedendo alle autorità marocchine di garantirgli immediatamente cure mediche indipendenti, il diritto a comunicare con la famiglia e con gli avvocati e un monitoraggio internazionale delle condizioni di detenzione.

L'organizzazione ha inoltre sollecitato l'attuazione del parere del Gruppo di lavoro ONU sulla detenzione arbitraria, ribadendo che il rilascio immediato di Asfari costituisce un obbligo derivante dal diritto internazionale. L'ELDH ha rivolto un appello anche alle Nazioni Unite, all'Unione Europea, all'Unione Africana e al Comitato Internazionale della Croce Rossa affinché intervengano con urgenza.

CEAS-Sahara denuncia un «grave peggioramento» delle condizioni di salute:

Anche il CEAS-Sahara, coordinamento spagnolo di sostegno al popolo saharawi, ha lanciato un nuovo allarme, parlando di un «grave peggioramento» delle condizioni di salute del prigioniero politico.

La presidente Maite Isla ha dichiarato che il silenzio della comunità internazionale di fronte a una situazione che mette in pericolo imminente la vita di Naâma Asfari è «intollerabile» e rappresenta una grave violazione dei principi fondamentali di giustizia e dignità umana.

L'organizzazione ha ribadito la richiesta di rilascio immediato e incondizionato di Asfari e di tutti i prigionieri politici saharawi, sottolineando che il rispetto dei diritti fondamentali non può essere subordinato a considerazioni politiche o diplomatiche.

Il Parlamento portoghese si schiera a favore del rilascio:

Anche l'Assemblea della Repubblica del Portogallo, riunita in seduta plenaria, ha espresso la propria solidarietà a Naâma Asfari, agli altri detenuti del gruppo di Gdeim Izik e alle loro famiglie.

Nel testo approvato, il Parlamento portoghese ricorda che il Sahara Occidentale resta un territorio non autonomo secondo le Nazioni Unite e invita il Marocco a dare piena attuazione alle decisioni del Comitato ONU contro la Tortura e del Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria, procedendo all'immediato rilascio di Naâma Asfari e garantendogli assistenza medica indipendente e il diritto di incontrare la propria famiglia.

Dal Timor Est la solidarietà del FRETILIN:

Dal Timor Est è giunta una nuova presa di posizione del FRETILIN (Fronte Rivoluzionario per un Timor Est Indipendente), che ha espresso solidarietà a Naâma Asfari e ha chiesto la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici saharawi.

Il movimento ha definito la situazione un'emergenza umanitaria e ha sollecitato il Marocco a rispettare i propri obblighi internazionali, consentendo l'accesso a cure mediche indipendenti, alle visite del Comitato Internazionale della Croce Rossa, dei familiari e dei meccanismi internazionali per i diritti umani.

Cresce la pressione internazionale:

Le prese di posizione della famiglia, delle organizzazioni per i diritti umani e delle istituzioni internazionali confermano una crescente mobilitazione attorno al caso di Naâma Asfari. A quaranta giorni dall'inizio dello sciopero della fame, aumenta la pressione affinché le autorità marocchine rispettino le decisioni degli organismi delle Nazioni Unite, garantiscano la tutela della sua vita e procedano al suo rilascio, evitando che la situazione possa trasformarsi in una tragedia umanitaria.

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