Campi profughi saharawi, 18 luglio 2026 – Si intensifica la mobilitazione diplomatica e politica per il prigioniero politico saharawi e difensore dei diritti umani Naâma Asfari, detenuto nel carcere marocchino di Kenitra e in sciopero della fame a tempo indeterminato dall'8 giugno 2026. Il Consiglio Nazionale Saharawi (Parlamento) e la Rappresentanza del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali a Ginevra hanno lanciato due distinti appelli alle istituzioni internazionali, chiedendo un intervento immediato per scongiurare quella che definiscono un'imminente tragedia umanitaria.
Il Parlamento saharawi si appella all'Unione Africana:
Il Presidente del Consiglio Nazionale Saharawi, Bachir Mustafa Sayed, ha inviato una lettera urgente al Presidente del Parlamento Panafricano, Dr. Fateh Boutabigh, chiedendo un'azione immediata dell'Unione Africana per tutelare la vita dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine e porre fine alle continue violazioni dei diritti umani nei Territori Occupati del Sahara Occidentale.
Nella lettera, il Parlamento saharawi esprime profonda preoccupazione per il rapido deterioramento delle condizioni di salute di numerosi detenuti saharawi che hanno intrapreso lo sciopero della fame per denunciare il regime di isolamento, i maltrattamenti, la negligenza sanitaria e la sistematica negazione dei diritti fondamentali garantiti dal diritto internazionale.
Particolare attenzione viene dedicata al caso di Naâma Asfari, membro del gruppo di Gdeim Izik, entrato nel secondo mese consecutivo di sciopero della fame. Secondo il Parlamento saharawi, il mancato accoglimento delle sue richieste e il protrarsi delle condizioni di detenzione potrebbero mettere seriamente in pericolo la sua vita.
La lettera riferisce inoltre che altri prigionieri del gruppo Gdeim Izik hanno aderito alla protesta in segno di solidarietà, aggravando una situazione già definita estremamente preoccupante e attribuita a quella che viene descritta come una politica di punizione collettiva e di rappresaglia individuale praticata dalle autorità penitenziarie marocchine.
Il Consiglio Nazionale Saharawi ha quindi chiesto al Parlamento Panafricano di intervenire con urgenza, sollecitando il Marocco al rispetto del diritto internazionale umanitario, promuovendo l'invio di una delegazione parlamentare africana nelle carceri marocchine per verificare le condizioni dei detenuti politici e monitorare la situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale occupato.
La lettera si conclude con un forte richiamo alla responsabilità storica dell'Unione Africana nella difesa dei diritti umani, avvertendo che ogni ulteriore ritardo nell'intervento potrebbe costare vite umane.
Il Fronte Polisario chiede un intervento umanitario immediato del CICR:
Parallelamente, la Rappresentanza del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali a Ginevra ha trasmesso una lettera urgente alla Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), Mirjana Spoljaric Egger, chiedendo un intervento umanitario immediato per salvare la vita di Naâma Asfari.
Secondo il Fronte Polisario, dopo oltre cinque settimane di sciopero della fame le condizioni del difensore saharawi sono ormai critiche e il rischio di conseguenze irreversibili aumenta con il trascorrere dei giorni.
Nella lettera viene ricordato che la protesta è stata intrapresa per denunciare il prolungato isolamento, la negazione delle cure mediche e il divieto di visite familiari imposto ad Asfari durante la detenzione nel carcere centrale di Kenitra.
Il Polisario sottolinea inoltre che il caso di Naâma Asfari è già stato esaminato da diversi organismi delle Nazioni Unite. In particolare richiama la decisione del Comitato ONU contro la Tortura, che ha riconosciuto le violazioni subite dal detenuto, e il Parere n. 23/2023 del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che ne chiede il rilascio immediato, decisioni che, secondo il movimento saharawi, continuano a essere ignorate dalle autorità marocchine.
Le richieste rivolte alla Croce Rossa Internazionale:
Nella sua comunicazione il Fronte Polisario chiede al Comitato Internazionale della Croce Rossa di:
- inviare con urgenza una missione medica indipendente nel carcere di Kenitra;
- avviare una mediazione umanitaria con le autorità marocchine per consentire la ripresa delle visite della moglie di Naâma Asfari, Claude Mangin, e dei suoi familiari;
- rafforzare il monitoraggio internazionale delle condizioni di detenzione di tutti i prigionieri politici saharawi rinchiusi nelle carceri marocchine.
Cresce la pressione internazionale:
Le iniziative del Parlamento saharawi e del Fronte Polisario si aggiungono ai numerosi appelli lanciati negli ultimi giorni da organizzazioni per i diritti umani, parlamenti, associazioni internazionali e organismi della società civile, che chiedono un intervento urgente per garantire la tutela della vita e dei diritti fondamentali di Naâma Asfari.
Con l'ingresso nel secondo mese di sciopero della fame, la sua vicenda è diventata uno dei casi più emblematici della situazione dei prigionieri politici saharawi, mentre cresce la pressione affinché la comunità internazionale adotti iniziative concrete per evitare un possibile esito fatale.
