Kampala, 15 luglio 2026 – Prosegue la mobilitazione internazionale a sostegno del prigioniero politico saharawi Naâma Asfari, detenuto nel carcere marocchino di Kenitra, dove continua il suo sciopero della fame. Nelle ultime ore, il Movimento dell'African Youth Congress (AYC) e un gruppo di parlamentari spagnoli hanno lanciato nuovi appelli chiedendone l'immediata liberazione e il pieno rispetto delle decisioni adottate dagli organismi delle Nazioni Unite.
L'African Youth Congress: «Liberare immediatamente Naâma Asfari»
In una dichiarazione diffusa dalla propria Segreteria Generale a Kampala, l'African Youth Congress (AYC) ha espresso piena solidarietà a Naâma Asfari, manifestando forte preoccupazione per il continuo deterioramento delle sue condizioni di salute dopo oltre un mese di sciopero della fame.
L'organizzazione africana ha definito il caso di Asfari uno degli esempi più significativi delle violazioni dei diritti umani denunciate nel Sahara Occidentale e ha chiesto alle autorità marocchine di procedere al suo rilascio immediato e incondizionato, in conformità con le decisioni e i pareri emessi dagli organi competenti delle Nazioni Unite.
Nel comunicato, il movimento richiama le conclusioni del Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, che in precedenti decisioni ha rilevato violazioni della Convenzione contro la tortura nel caso Asfari, nonché il parere del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che nel 2023 ha qualificato la sua detenzione come arbitraria chiedendone il rilascio e un adeguato risarcimento.
Secondo l'AYC, il protrarsi della detenzione, nonostante tali pronunce internazionali, rischia di compromettere la credibilità del sistema internazionale di tutela dei diritti umani. Il movimento ha inoltre espresso preoccupazione per le notizie riguardanti il prolungato isolamento del detenuto, il peggioramento delle sue condizioni di salute e le difficoltà di accesso alle cure mediche.
L'organizzazione ha infine rivolto un appello all'Unione Africana, alle Nazioni Unite, al Consiglio per i Diritti Umani, all'Ufficio dell'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, al Consiglio di Sicurezza e ai governi della comunità internazionale affinché promuovano l'attuazione delle raccomandazioni delle Nazioni Unite e rafforzino la protezione internazionale del popolo saharawi.
Nel concludere la dichiarazione, il movimento ha ribadito il proprio sostegno al diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza del popolo saharawi, affermando che «una giustizia ritardata per Naâma Asfari è una giustizia incompleta».
In Spagna un'iniziativa parlamentare sollecita il Governo ad agire:
Parallelamente, al Congresso dei Deputati spagnolo è stata presentata un'iniziativa parlamentare dal gruppo della coalizione di sinistra Sumar, con interrogazioni scritte rivolte al Governo di Madrid sulla situazione di Naâma Asfari e dei prigionieri politici saharawi.
I parlamentari chiedono all'esecutivo spagnolo di utilizzare tutti gli strumenti diplomatici a disposizione per sollecitare il Marocco al rispetto dei diritti umani e delle norme del diritto internazionale, promuovendo anche un'azione coordinata in seno all'Unione Europea.
L'iniziativa invita inoltre il Ministero degli Affari Esteri spagnolo a chiarire quali misure intenda adottare in risposta agli appelli internazionali riguardanti il peggioramento delle condizioni di salute di Naâma Asfari e quali iniziative diplomatiche siano previste per favorire il rilascio dei prigionieri politici saharawi.
Tra le richieste avanzate figura anche la tutela dei familiari dei detenuti, con particolare riferimento alla possibilità di garantire visite regolari ai prigionieri e al caso della moglie di Asfari, l'attivista francese Claude Mangin, che negli anni ha più volte denunciato le difficoltà incontrate nel poter visitare il marito.
L'iniziativa parlamentare affronta inoltre la questione politica del Sahara Occidentale, chiedendo al Governo spagnolo quali ulteriori azioni intenda promuovere a sostegno del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite, incluso il sostegno a un processo che consenta ai saharawi di esprimersi attraverso un meccanismo riconosciuto a livello internazionale.
L'iniziativa conferma il crescente interesse di una parte del Parlamento spagnolo per la situazione dei prigionieri politici saharawi e per il rispetto delle decisioni degli organismi internazionali, mentre continua ad ampliarsi la mobilitazione internazionale attorno al caso di Naâma Asfari.
