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Dalla Colombia un nuovo appello per Naâma Asfari: la Fondazione di amicizia con il popolo saharawi chiede il rilascio immediato


 

Bogotá (Colombia), 15 luglio 2026 – La Fondazione Colombiana di Amicizia con il Popolo Saharawi (ACOLPS) ha lanciato un appello alla comunità internazionale esprimendo «profonda preoccupazione» per il deterioramento delle condizioni di salute del prigioniero politico saharawi Naâma Asfari, detenuto nel carcere marocchino di Kenitra, dove prosegue da oltre un mese uno sciopero della fame.

In una dichiarazione ufficiale, l'organizzazione ha chiesto l'immediata liberazione di Asfari, ritenendo che lo Stato marocchino sia responsabile della sua vita e della sua integrità fisica durante la detenzione.

Nel documento, la Fondazione ricorda che Naâma Asfari sta scontando una condanna a trent'anni di reclusione nell'ambito del processo relativo al gruppo Gdeim Izik, procedimento che, secondo l'organizzazione, è stato ampiamente criticato per la mancanza di garanzie processuali. La dichiarazione sottolinea inoltre che Asfari e gli altri detenuti del gruppo sono incarcerati da oltre quindici anni per il loro impegno a favore del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi.

L'ACOLPS richiama anche le conclusioni di diversi meccanismi delle Nazioni Unite, ricordando che il Comitato contro la tortura ha rilevato violazioni della Convenzione contro la tortura nel caso Asfari e che il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, nel parere n. 23/2023, ha definito arbitraria la detenzione dei prigionieri saharawi, chiedendone il rilascio.

Secondo la Fondazione colombiana, l'assenza di cure mediche adeguate, le limitazioni ai contatti con i familiari e la mancata risposta alle richieste avanzate dal detenuto aggravano ulteriormente una situazione già considerata critica.

Per questo motivo, l'organizzazione ha rivolto un appello urgente al Segretario Generale delle Nazioni Unite, all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, all'Inviato Personale del Segretario Generale per il Sahara Occidentale, al Comitato Internazionale della Croce Rossa, all'Unione Africana, all'Unione Europea e alle principali organizzazioni internazionali per i diritti umani affinché intervengano con urgenza.

Nel comunicato vengono avanzate cinque richieste principali:

- la liberazione immediata e incondizionata di Naâma Asfari e di tutti i prigionieri politici saharawi;

- la piena attuazione delle decisioni e delle raccomandazioni adottate dai meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani;

- la garanzia di un'assistenza medica indipendente, specialistica e tempestiva;

- l'accesso regolare ai familiari, ai rappresentanti legali e alle organizzazioni umanitarie;

- l'istituzione di un monitoraggio internazionale indipendente delle strutture detentive che ospitano i prigionieri saharawi.

La Fondazione ha infine invitato le organizzazioni della società civile, il mondo accademico e le associazioni per i diritti umani della Colombia, dell'America Latina e dei Caraibi a mobilitarsi per richiamare l'attenzione sulla vicenda.

Concludendo il proprio appello, l'ACOLPS afferma che le condizioni di salute di Naâma Asfari richiedono un intervento immediato e invita la comunità internazionale ad agire senza ulteriori ritardi, ribadendo la richiesta di libertà per il difensore dei diritti umani saharawi e per tutti i prigionieri politici saharawi, nel rispetto del diritto internazionale.

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