Sahara occidentale, 14 luglio 2026 - L’iniziativa nella città occupata di Dakhla, promossa attraverso la cosiddetta Agenzia nazionale per lo sviluppo agricolo del Regno del Marocco, prevede la concessione di terreni per attività agricole a lungo termine e si inserisce, secondo diverse valutazioni critiche, nel quadro di una strategia volta a rafforzare la presenza economica e gli insediamenti nel Sahara Occidentale occupato.
Il progetto rappresenta il terzo intervento di questo tipo e coincide con l’avvio previsto di un nuovo impianto di desalinizzazione dell’acqua marina, infrastruttura destinata a sostenere l’espansione delle attività agricole orientate principalmente all’esportazione.
35 unità agricole e concessioni fino a 40 anni:
Secondo i dati diffusi, i terreni saranno suddivisi in 35 unità agricole:
- 28 progetti di medie dimensioni, per una superficie complessiva di circa 345,85 ettari;
- 3 grandi progetti agricoli, estesi su circa 169,43 ettari;
- 3 progetti basati su sistemi di raccolta agricola, per oltre 565 ettari;
- un progetto di piccole dimensioni.
I contratti prevedono un diritto di sfruttamento iniziale della durata di 25 anni, con possibilità di estensione fino a 40 anni, subordinato alla realizzazione di unità di trasformazione e sviluppo agricolo.
Le condizioni stabilite limitano inoltre il trasferimento o la cessione dei contratti senza l’autorizzazione delle autorità amministrative marocchine, rafforzando il controllo istituzionale sui progetti e il loro legame con la presenza economica nel territorio.
Agricoltura destinata all’esportazione e uso delle risorse idriche:
Una parte significativa delle superfici agricole sarà destinata alla produzione di ortaggi per i mercati esteri. Gli investitori dovranno inoltre sostenere costi per l’assegnazione dei terreni e per il collegamento alle infrastrutture di irrigazione alimentate attraverso l’acqua desalinizzata.
Il programma rientra in un modello di sviluppo agricolo basato sulla collaborazione tra settore pubblico e privato, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la produzione locale e attrarre nuovi investimenti nella regione.
Le contestazioni sul piano del diritto internazionale:
L’annuncio ha suscitato nuove critiche da parte di organizzazioni e osservatori che contestano lo sfruttamento delle risorse del Sahara Occidentale occupato in assenza del consenso del popolo saharawi.
Secondo il quadro del diritto internazionale, il Sahara Occidentale mantiene uno status giuridico distinto e separato dal Marocco ed è ancora inserito nell’elenco delle Nazioni Unite dei territori non autonomi in attesa del completamento del processo di decolonizzazione.
La giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha inoltre stabilito che gli accordi riguardanti il territorio e le sue risorse non possono applicarsi automaticamente al Sahara Occidentale senza il rispetto del principio del consenso della popolazione interessata.
Investimenti e controversie sul futuro del territorio:
Secondo diversi osservatori, la concessione di nuovi terreni agricoli e gli investimenti a lungo termine rappresenterebbero un tentativo di consolidare una presenza economica e demografica nel territorio occupato, collegando interessi commerciali e sviluppo infrastrutturale alla questione politica ancora irrisolta.
Le organizzazioni sottolineano che il coinvolgimento di imprese straniere in progetti economici nel Sahara Occidentale occupato potrebbe comportare crescenti interrogativi giuridici e politici, alla luce delle decisioni della giustizia europea che hanno escluso il territorio dall’applicazione automatica degli accordi tra Unione Europea e Marocco.
La questione dello sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale rimane quindi al centro del dibattito internazionale, tra esigenze economiche, diritto internazionale e il principio del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione.
