Montevideo, 14 luglio 2026 – Continua a rafforzarsi la mobilitazione internazionale a sostegno del difensore dei diritti umani e prigioniero politico saharawi Naâma Asfari, detenuto nel carcere marocchino di Kenitra e giunto al secondo mese di sciopero della fame a oltranza. Organizzazioni per i diritti umani dell'Ecuador e dell'Uruguay hanno lanciato nuovi appelli chiedendo il suo rilascio immediato e incondizionato, insieme a quello di tutti i prigionieri politici saharawi del gruppo Gdeim Izik.
Le organizzazioni ecuadoriane: "Porre fine alla detenzione arbitraria"
In una dichiarazione congiunta diffusa a Quito, una coalizione di organizzazioni ecuadoriane per i diritti umani e sociali ha esortato le autorità marocchine a porre fine a quella che definisce la detenzione arbitraria e illegale di Naâma Asfari e degli altri detenuti saharawi del gruppo Gdeim Izik.
Le organizzazioni hanno espresso profonda preoccupazione per il rapido deterioramento delle condizioni di salute di Asfari, sottolineando che il prigioniero politico è in sciopero della fame dal 8 giugno 2026 nel carcere di Kenitra, dove le sue condizioni sarebbero ormai estremamente critiche.
Tra i firmatari della dichiarazione figurano l'Associazione Internazionale degli Avvocati per il Sahara Occidentale, l'Associazione Ecuadoriana di Amicizia con il Popolo Saharawi, il Comitato Permanente per la Difesa dei Diritti Umani e il Centro di Documentazione sui Diritti Umani "Segundo Montes".
Le organizzazioni hanno inoltre ribadito il proprio sostegno agli appelli già lanciati da numerose istituzioni nazionali e internazionali per i diritti umani, sollecitando un intervento urgente del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Volker Türk, dell'Inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale Staffan de Mistura e del Comitato Internazionale della Croce Rossa, affinché adottino misure concrete per tutelare la vita del detenuto e affrontare quella che viene definita una grave emergenza umanitaria.
L'Uruguay si unisce all'appello internazionale:
Anche l'Associazione Uruguayana di Amicizia con la Repubblica Saharawi ha espresso forte preoccupazione per il peggioramento delle condizioni di salute di Naâma Asfari.
In un comunicato diffuso da Montevideo, l'associazione ricorda che il difensore saharawi dei diritti umani è detenuto da oltre quindici anni per il suo impegno pacifico a favore del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi e denuncia il progressivo aggravarsi della sua situazione, attribuito all'isolamento, alla presunta mancanza di adeguata assistenza sanitaria e alle restrizioni imposte dalle autorità penitenziarie marocchine.
L'organizzazione uruguaiana aderisce all'appello della comunità internazionale chiedendo il rilascio immediato e incondizionato di Naâma Asfari e di tutti i prigionieri politici saharawi, il pieno rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite sul Sahara Occidentale e l'accesso urgente del Comitato Internazionale della Croce Rossa e dei meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani ai luoghi di detenzione.
Nel documento, l'associazione invita inoltre governi, organizzazioni internazionali e società civile a intensificare gli sforzi diplomatici e umanitari per evitare un ulteriore aggravamento della situazione e garantire il rispetto dei diritti fondamentali del popolo saharawi.
Le prese di posizione provenienti da Ecuador e Uruguay si aggiungono alle numerose iniziative di solidarietà promosse negli ultimi giorni da organizzazioni per i diritti umani, associazioni internazionali e istituzioni di diversi Paesi, confermando una crescente mobilitazione internazionale per chiedere la tutela della vita di Naâma Asfari e il rispetto dei diritti dei prigionieri politici saharawi.
