القائمة الرئيسية

الصفحات

Sahara Occidentale, il Fronte Polisario denuncia al Consiglio di Sicurezza ONU i «crimini contro i civili saharawi»




New York (Nazioni Unite), 12 giugno 2026 – Il Fronte Polisario ha rivolto un appello urgente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché intervenga di fronte a quelli che definisce «atti criminali» compiuti dalle forze marocchine contro civili saharawi nel Sahara Occidentale.

La denuncia è contenuta in una lettera inviata dal dottor Sidi Mohamed Omar, rappresentante del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite e coordinatore con la Missione ONU per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), all'ambasciatrice colombiana Leonor Zalabata Torres, attuale presidente del Consiglio di Sicurezza per il mese di giugno.

Nel documento, il diplomatico saharawi esprime la «ferma condanna» del Fronte Polisario per il recente attacco avvenuto il 5 giugno nella regione di Gleibat El-Foula, nel Sahara Occidentale, dove, secondo la ricostruzione fornita, forze marocchine avrebbero impiegato droni e artiglieria a lungo raggio contro un gruppo di civili saharawi, provocando la distruzione di veicoli civili e ingenti danni materiali.

Secondo quanto riportato nella lettera, una squadra investigativa della MINURSO si sarebbe recata sul luogo dell'incidente per raccogliere elementi utili all'accertamento dei fatti.

Accuse di violazioni del diritto internazionale:

Nel suo messaggio al Consiglio di Sicurezza, il Fronte Polisario sostiene che tali operazioni si inseriscano in una più ampia strategia militare adottata dal Marocco dopo la ripresa delle ostilità seguita alla rottura del cessate il fuoco del 13 novembre 2020.

Il rappresentante saharawi afferma che negli ultimi anni le forze marocchine avrebbero utilizzato diverse tipologie di armamenti, inclusi droni armati, causando vittime tra civili saharawi e cittadini di altri Paesi presenti nelle aree interessate dal conflitto.

La lettera richiama inoltre i rapporti annuali presentati dal Segretario Generale delle Nazioni Unite al Consiglio di Sicurezza tra il 2022 e il 2025, nei quali vengono menzionati numerosi attacchi aerei e operazioni militari che avrebbero provocato vittime civili e danni alle infrastrutture.

Secondo il Fronte Polisario, il deliberato attacco contro civili e beni civili costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e potrebbe configurare un crimine di guerra ai sensi dello Statuto della Corte Penale Internazionale.

«Il Consiglio di Sicurezza non resti in silenzio»

Nella parte finale della missiva, il rappresentante saharawi invita la comunità internazionale e i membri del Consiglio di Sicurezza ad assumere una posizione chiara e coerente rispetto agli episodi denunciati.

Il Fronte Polisario sostiene inoltre che i recenti eventi siano avvenuti in concomitanza con la visita nella regione dell'Inviato Personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, interpretando tale coincidenza come un tentativo di compromettere gli sforzi diplomatici in corso per rilanciare il processo di pace sotto l'egida dell'ONU.

«Il Consiglio di Sicurezza non può permettersi di rimanere in silenzio di fronte ad azioni che minacciano la pace e la sicurezza regionali», afferma il documento, che conclude chiedendo il rispetto del diritto internazionale e una rinnovata attenzione della comunità internazionale alla situazione nel Sahara Occidentale.

La lettera si inserisce in un contesto di crescente tensione nella regione, mentre le Nazioni Unite proseguono gli sforzi diplomatici per favorire una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile del conflitto tra il Regno del Marocco e il Fronte Polisario.

إذا أعجبك محتوى الوكالة نتمنى البقاء على تواصل دائم ، فقط قم بإدخال بريدك الإلكتروني للإشتراك في بريد الاخبار السريع ليصلك الجديد أولاً بأول ...