Secondo la testimonianza della famiglia, raccolta e diffusa dalla Lega, il detenuto avrebbe recentemente subito una grave emorragia causata da una patologia emorroidaria cronica, rendendo necessario un intervento medico urgente.
La stessa fonte riferisce che Boutanguiza è stato trasportato presso l'infermeria del carcere, dove il medico di turno avrebbe raccomandato il suo immediato trasferimento in una struttura ospedaliera per accertamenti specialistici e cure d'urgenza. Tuttavia, sempre secondo quanto denunciato dalla Lega, il direttore del carcere centrale di Kenitra avrebbe rifiutato di autorizzare il trasferimento, impedendo così l'accesso alle cure necessarie.
La famiglia del prigioniero sostiene inoltre che Mohamed Bachir Boutanguiza versi attualmente in condizioni di salute particolarmente critiche. Secondo la testimonianza, sarebbe costretto a letto, incapace di muoversi autonomamente e affetto da estrema debolezza, perdita di equilibrio e difficoltà motorie.
La Lega ricorda che il prigioniero soffre da anni della stessa patologia e che, nel corso della detenzione, avrebbe presentato ripetute richieste di trasferimento in ospedale per ricevere cure adeguate. Tali richieste, secondo l'organizzazione, sarebbero state respinte, mentre gli sarebbero stati somministrati esclusivamente farmaci antidolorifici che avrebbero provocato ulteriori complicazioni a livello dell'apparato digerente.
Alla luce dell'aggravarsi delle sue condizioni, la Lega per la Protezione dei Prigionieri Saharawi ha rivolto un appello urgente alle organizzazioni internazionali per i diritti umani, alle istituzioni competenti delle Nazioni Unite e al Comitato Internazionale della Croce Rossa affinché intervengano per garantire al detenuto l'accesso immediato alle cure mediche necessarie e il rispetto dei suoi diritti fondamentali, in conformità con gli standard internazionali relativi al trattamento delle persone private della libertà.
