Madrid, 13 giugno 2026 – È stato annullato il seminario previsto nell’ambito della Fiera del Libro di Madrid che, secondo diverse organizzazioni di solidarietà, avrebbe avuto come obiettivo la presentazione di una narrazione favorevole alla “normalizzazione” della presenza marocchina nel Sahara Occidentale occupato.
La decisione di cancellare l’evento è maturata a seguito di un’ampia mobilitazione di associazioni pro-saharawi, organizzazioni per i diritti umani e settori della società civile spagnola, che hanno espresso contrarietà all’iniziativa, ritenuta incompatibile con il carattere culturale e istituzionale della manifestazione.
Secondo tali gruppi, il seminario avrebbe rischiato di trasformare uno dei principali appuntamenti editoriali della Spagna in una piattaforma di promozione politica, in contrasto con il diritto internazionale e con le risoluzioni delle Nazioni Unite sul Sahara Occidentale e sul principio di autodeterminazione del popolo saharawi.
La cancellazione è stata accolta dai sostenitori della causa saharawi come un segnale politico rilevante. In una dichiarazione diffusa dopo l’annuncio, diverse organizzazioni hanno sottolineato come la decisione rifletta la persistenza, in ampi settori della società spagnola, di posizioni storicamente favorevoli alla decolonizzazione del territorio e al rispetto del quadro giuridico internazionale.
La mobilitazione della società civile è stata inoltre evidenziata come elemento determinante nel processo che ha portato all’annullamento dell’iniziativa. Secondo i promotori delle proteste, l’episodio conferma l’attenzione crescente verso l’utilizzo degli spazi culturali e accademici e la necessità di evitare che vengano impiegati per finalità politiche controverse.
Per i sostenitori della causa saharawi, la decisione rappresenta una nuova tappa nel dibattito pubblico europeo sul conflitto del Sahara Occidentale e un segnale della continua sensibilità di parte dell’opinione pubblica spagnola nei confronti del principio di autodeterminazione sancito dalle Nazioni Unite.
L’annullamento del seminario si inserisce in un contesto più ampio di tensioni e discussioni internazionali sulla rappresentazione del conflitto e sul ruolo delle istituzioni culturali nella gestione di temi politici sensibili legati al processo di decolonizzazione ancora in corso.
