Campi profughi saharawi, 4 maggio 2026 – L’Unione degli Studenti Saharawi ha preso parte al Dialogo Giovanile Africano di Alto Livello, confermando la crescente presenza della gioventù saharawi nei principali spazi internazionali di confronto politico e accademico.
L’organizzazione studentesca saharawi è stata rappresentata da Hama Hamada Mohamed e Fatima Brahim Bumajruta, entrambi membri della Commissione per le Relazioni Estere, che hanno partecipato in qualità di relatori ufficiali al dibattito internazionale intitolato “I giovani alle porte del 2030: reimmaginare la libertà, l’economia e la pace in un mondo in fiamme”.
L’evento, svoltosi in modalità virtuale attraverso la piattaforma Zoom, è stato organizzato dalla Mmbatho Foundation in collaborazione con African Women Leaders Network, nell’ambito della serie periodica di incontri “Giovedì della Libertà”.
Al forum hanno partecipato rappresentanti di numerosi Paesi africani, tra cui Sudafrica, Botswana, Malawi, Kenya e Gambia, oltre a delegati provenienti da Palestina, Afghanistan e Russia.
Nel loro intervento, i rappresentanti di UESARIO hanno illustrato la realtà della gioventù saharawi attraverso tre dimensioni fondamentali: la vita nei campi profughi, la resistenza nei territori occupati e l’esperienza della diaspora.
Parlando dei giovani che vivono nei campi profughi saharawi, i relatori hanno evidenziato una storia segnata da decenni di esilio forzato, privazioni e difficoltà quotidiane, ma anche da una straordinaria capacità di resistenza e da un forte attaccamento alla causa nazionale.
“Le privazioni non hanno indebolito la volontà dei giovani saharawi, ma l’hanno resa più forte e più determinata”, hanno sottolineato davanti ai partecipanti al forum.
Riguardo ai giovani dei territori occupati del Sahara Occidentale, i rappresentanti saharawi hanno descritto una realtà caratterizzata da repressione, limitazioni delle libertà fondamentali e continue pressioni, evidenziando tuttavia la determinazione di una generazione che continua a difendere la propria identità nazionale e culturale.
Per quanto riguarda la diaspora, i due relatori hanno spiegato come i giovani saharawi all’estero affrontino quotidianamente le sfide dell’integrazione, della distanza e dello sradicamento, mantenendo però un forte senso di appartenenza alla Repubblica Araba Saharawi Democratica e un costante impegno nella difesa della causa nazionale.
Nel loro messaggio finale al forum africano, i rappresentanti di UESARIO hanno ribadito che la questione del Sahara Occidentale resta uno degli ultimi dossier irrisolti del processo di decolonizzazione africana.
“Il diritto all’autodeterminazione non è una concessione, ma un diritto inalienabile. Né il tempo, né le pressioni politiche possono cancellarlo”, hanno dichiarato, sottolineando come i giovani saharawi continuino, ovunque si trovino, a essere ambasciatori della causa del loro popolo nei principali spazi internazionali di dialogo e cooperazione.
